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14.12.2017

Opere pubbliche e nuovi progetti Si tirano le somme

Un’industria di marmi nel territorio del Comune di Grezzana
Un’industria di marmi nel territorio del Comune di Grezzana

Alessandra Scolari Fine anno, tempo di bilanci. In Valpantena mentre si sta assistendo a una lenta ripresa dell’agricoltura, risorsa economica principale del comune fino agli anni Quaranta del secolo scorso, il marmo e il suo indotto sono i prodotti trainanti. Il settore lapideo resta il collante tra l’economia millenaria del passato (ricordiamo le selci lavorate nei siti archeologici, Riparo Tagliente in primis, i marmi utilizzati per costruire l’arena, ville, monumenti e chiese di Verona) e la nuova generazione di estrazione e lavorazione della pietra. È degli anni Settanta la costruzione dell’acquedotto industriale effettuata dal Comune, in località la Busa di Bellori, poco dopo la chiusura de La Lucense (cessata a seguito della nazionalizzazione dell’energia elettrica). Si trattava di una vasca, a cielo aperto, per la raccolta dell’acqua non potabile, proveniente dalle sorgenti del Vajo della Marciora e dal Progno (torrente Valpantena), utilizzata nelle segherie. Una struttura, obsoleta e in gravi condizioni manutentive, che questa amministrazione, con una delibera di giunta dello scorso giugno e un’ordinanza sindacale «contingibile ed urgente», ha deciso di mettere in sicurezza al fine di «scongiurare il pericolo della pubblica incolumità» ha puntualizzato, in consiglio comunale, il sindaco Arturo Alberti. Un intervento che ha richiesto la demolizione della vecchia vasca, la costruzione di un nuovo serbatoio in calcestruzzo in grado di raccogliere l’acqua piovana e proveniente da vaj e torrenti, da cedere «agli imprenditori che ne faranno richiesta, con conseguente notevole risparmio», ha precisato l’assessore Zeno Falzi che ha seguito questo intervento. Il Comune ha stanziato per il rifacimento dell’acquedotto industriale 106mila euro. In consiglio comunale, il capogruppo di maggioranza Guido Lonardoni ha ribadito che «era un’opera non più rinviabile, stando alla perizia dei tecnici (l’ingegnere Ilario Rossi, progettista e direttore lavori, ndr) per ragioni di sicurezza». Su questo intervento concorde anche l’opposizione. Il consigliere Michele Colantoni della lista Grezzana e Frazioni, Lega Nord ha detto: «Si tratta di un’opera che doveva essere fatta da anni. Ma non concordiamo con la procedura adottata». La delibera è passata con i voti contrari dei consiglieri di opposizione Michele Colantoni, Elisa Brunelli e Simona Tagliani; astenuti i consiglieri Cristian Brunelli ed Elena Signorini, eletta con la maggioranza. L’opera, per il suo completamento, ha richiesto alcuni interventi di rifinitura. Dallo smaltimento del vecchio telone, alla realizzazione di due pozzetti lungo la strada comunale, al ripristino delle superfici stradali a sud del nuovo serbatoio, con la realizzazione di un piccolo piazzale adibito a parcheggio e manovra di scambio, nonché la recinzione perimetrale del serbatoio stesso: spesa prevista 14mila 500 euro, più IVA di legge. L’amministrazione ha anche ridotto l’IMU per i capannoni industriali, per i quali è applicato soltanto il 7,6 per mille (quota che va allo Stato), ha provveduto, attraverso la Provincia, all’asfaltatura della strada Stallavena-Bellori (SP14) e ad acquisire aree per l’allargamento della strada Lugo, Corrubio e Orsara. •

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