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09.08.2016

La statua di Santa Viola sfila
restaurata in gran bellezza

La statua di Santa Viola restaurata in tutta la sua bellezza FOTO PECORA
La statua di Santa Viola restaurata in tutta la sua bellezza FOTO PECORA

A celebrare la messa della festa «InSuperAbile», animata dal Coro Improvviso, sul palco di Santa Viola, è stato il vicario don Martino Signoretto che ha paragonato il pian degli Arfui al monte della «Trasfigurazione», e perciò ha scelto la specifica pagina dal vangelo di Luca. Similitudine centrata con il «monte folgorante di luce» e il sole splendido che ha accolto le numerose persone salite sui pendii di Santa Viola.

Tra queste, per il Comune di Grezzana, Guido Lonardoni delegato ai Servizi sociali, il sindaco di Cerro Nadia Maschi, il comandante della stazione dei carabinieri Roberto De Razza Planelli, i presidenti dell’Unitalsi, dell’Associazione familiari dell’Alzheimer, moltissimi alpini con i loro gagliardetti e caposquadra e le Piccole Fraternità.

A fare gli onori di cas,a Sergio Birtele il presidente dell’Associazione per la promozione di Azzago e neo assessore, coadiuvato dal presentatore Federico De Vecchi.

Tra i sacerdoti concelebranti, monsignor Ottavio Birtele e il parroco di Azzago, don Giuliano Tosi. Il celebrante Signoretto, nell’omelia ha detto: «la storia di ciascuno di noi è trascritta, anche fisicamente, sul nostro corpo: dobbiamo accettare che qualcosa ci sfugga e abbiamo bisogno di momenti di luce come questi per rinascere e ricominciare. Gesù trasmette la vita.

Abbiamo tutto, quando viviamo una vita di grandi relazioni. In Dio tutto acquista un senso: ferite comprese». A fine messa, molte le attestazioni di gratitudine e affetto agli organizzatori, per aver fatto crescere la festa InSuperAbile e averla abbinata a quella degli alpini, da sempre impegnati in opere di solidarietà. Il caposquadra di zona, Luigi Macchiella, ha detto: «Sono occasioni di risveglio dell’alpinità, ovvero del piacere di stare bene insieme, come oggi qui». Gli ha fatto eco Luigi Gelmini, già presidente dell’Unione Ciechi del Veneto, esprimendo il suo «Grazie!» agli alpini per il loro insostituibile aiuto nella costituzione della Cooperativa «Luce e Lavoro» di Verona.

Lucio Zambelli, caposquadra degli Alpini di Azzago, ha comunicato che quest’anno la sezione ha deciso di «far restaurare dagli artisti Anna Maria Grisi e Rino Merzari la statua di Santa Viola, da secoli ritenuta protettrice degli azzaghesi». Già fin dalla processione, la statua di Santa Viola ha presentato la sua raffinatezza nelle forme e nei colori. Difficile capirne l’epoca di costruzione; però, «nel ripulirla», ha detto Grisi, «abbiamo scoperto che si tratta di un’opera lignea, assemblata con chiodi di legno. Così abbiamo recuperato fattura e colori originali sia dell’incarnato che delle vesti. Il mantello si è presentato di un delicato verde lichene e il vestito di una miscela di rosso particolare, con rifiniture intarsiate e dorate». A giudicare dai lineamenti e dalle vesti sembrerebbe provenire da una nobile famiglia, ma di Santa Viola non si sa molto. È citata nel Catalogus Sanctorum Italiae, curato dallo studioso Filippo Ferrari nel 1613, il quale afferma di aver letto nelle «tavole» della Chiesa veronese il nome di questa vergine e martire. Secondo la leggenda popolare, questa giovane di nome Viola si è ritirata sul monte di Azzago, mentre la sorella Cristina sul Purga di Velo e il fratello Moro su quello di san Mauro di Saline e che da questi monti comunicavano tra loro attraverso dei falò. La statua fu ospitata nelle chiesa parrocchiale di Azzago quando, a primi del ‘900, l’oratorio di Santa Viola fu demolito, per lasciare lo spazio al Forte austriaco.

Chiesetta ricostruita dagli abitanti ai piedi del monte, grazie all’intervento di Don Amedeo Tirapelle (parroco di Azzago dal 1940 al 1952) e benedetta l’8 agosto 1946 dal vescovo Girolamo Cardinale e, in quell’occasione, la statua di Santa Viola venne trasportata in processione e ricollocata com’era in origine. Nel 1974 gli alpini restaurarono la chiesetta e la statua vi rimase.

Alla festa, intanto, c’è attesa per il palo della cuccagna, che verrà scalato alle 18 di domani. A.S.

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