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04.11.2017

Il prete delle bambole, il ricordo
a Lugo con le immagini di allora

Foto d’epoca di don Luigi Bodini
Foto d’epoca di don Luigi Bodini

Don Luigi Bodini, il «prete delle bambole», sarà ricordato questa sera nella chiesa di Sant’Apollinare, a Lugo di Grezzana, dove fu parroco dal 1943 al 1963. Alle 21 il pittore Marcellino Dal Dosso presenterà un video titolato apunto Il prete delle bambole e Mario Piazzola, proietterà il filmato Il paesaggio come teatro. La serata curata da Dal Dosso in collaborazione con l’assessorato alla cultura e la biblioteca comunale, sarà allietata dal coro Le voci del bosco.

Un’occasione per le giovani generazioni di conoscere questo straordinario sacerdote che nel 1943 (proveniente da Ferrara di Monte Baldo), andò a Lugo e vi rimase fino alla morte improvvisa all’età di 55 anni, il 21 gennaio 1963. Giordano Veronesi, nel suo studio pubblicato nel 1984 su La Lessinia – ieri, oggi e domani, ha scritto: «Don Bodini aveva insegnato a far del bene con i fatti, aveva seminato concordia, bontà e generosità, senza trarre mai dalla sua posizione vantaggi personali: è morto povero».

Al suo arrivo a Lugo, don Luigi dovette coabitare con i tedeschi che avevano occupato la canonica e con i quali usò molto tatto per evitare danni ai parrocchiani. Finita la guerra, si prese a cuore il problema dell’emigrazione, specie quella delle donne: per loro cercò lavoro. Contattò il Lanificio dei fratelli Tiberghien di San Michele, le donne lughesi impararono a rammendare e le pezze da rifinire arrivarono a Lugo: nei momenti clou, erano in 120 operaie. Coordinatore e responsabile del lavoro, don Bodini, attrezzò l’edificio adibito a teatro parrocchiale e sede di associazioni, compresa La Lucense. Dopo due anni, questa attività cessò. Don Luigi e le donne non si davano pace. Correva l’anno 1950 e l’anno giubilare di Papa Pio XII. Don Luigi con i parrocchiani organizzò un pellegrinaggio a Roma. Nel ritorno, in treno, incontrò un venditore, Enzo Balestra di Milano, introdotto nel settore delle bambole e don Luigi cerco di carpirne tutte le informazioni. Arrivato a Lugo convocò il Consiglio di amministrazione de La Lucense (di cui era socio di maggioranza) e illustrò la proposta della produzione delle bambole per dare lavoro alle donne.

Il consiglio - formato da Domenico Ferrari, Gaudenzio Grigoli, Remigio Menegatti, Apollinare Veronesi e Giovanni Tacchella (presidente) e Nereo Grigoli, segretario - non batté ciglio e autorizzò. Quindi don Bodini, con gli stretti collaboratori, si mise subito al lavoro. Organizzò una spedizione a Canneto sull’Oglio, centro di produzione di bambole e giocattoli, e la nuova fabbrica partì. Il lanciò a livello nazionale avvenne attraverso l’articolo «Il prete delle bambole», pubblicato sulla rivista «Oggi». Venne istituita la società MABEL, manifattura artistica bambole eleganti di Lugo, che prese pure una medaglia d’oro a Firenze. L’imprenditore Apollinare Veronesi con orgoglio diceva sempre «ho aiutato don Luigi Bodini ad aprire una fabbrica di bambole. In Valpatena eravamo stufi di mandare le nostre ragazze a servizio nelle case dei “siori” a Milano. Poi bisognava investire su macchinari, ma il buon prete ebbe paura di perdere posti di lavoro». La gestione della fabbrica, nel 1957, venne ceduta a Luigi Petronilli e, nel 1959, subentrò Giovanni Tacchella, che continuò fino al 1962 (poco dopo iniziò la sua attività imprenditoriale nell’abbigliamento).

Durante la serata sarà possibile vedere alcune di queste eleganti bambole, entrate in alcune case di Lugo, anch’esse espressione e simbolo di benessere. Si stavano avvicinando gli anni del «miracolo economico», tanto decantato dal concittadino Eugenio Turri.A.SC.

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