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lunedì, 19 novembre 2018

Il «Portico della Gloria» diviso in trenta pannelli

Il «Portico della Gloria»

Per i tanti appassionati del cammino di Santiago di Compostela, domani alle 21 al Teatro Valpantena di Grezzana verrà inaugurata la mostra «Il Portico della Gloria», relatori il parroco don Remigio Menegatti e Davide Gandini, priore del Capitolo ligure della Confraternita di San Giacomo di Campostella e autore dell’omonimo libro, già nel 1966 e ristampato nel 2007. Uno dei più esperti in Italia di questa cattedrale. La mostra dell’Associazione Rivela, proveniente dal Meeting di Rimini, sarà ospitata in occasione della sagra della Madonna della Cintura, al Centro Giovanile (piazza Carlo Ederle). Si tratta di un capolavoro di scultura che si trova all’interno della chiesa di Santiago di Compostela, definito anche «Libro di Pietra» o «Portico della speranza», realizzato dall’architetto Maestro Mateo (nel 1168), simbolo della cattedrale stessa. L’opera si ispira all’Apocalisse di San Giovanni ed è dedicata alla storia della salvezza dell’umanità «anche del nostro tempo», come ha sottolineato papa Benedetto XVI, che intravvede in quest’ opera «lo splendore della speranza». Un’opera realizzata su incarico del re Ferdinando II di Léon (in 20 anni) e visibile da pochi giorni, dopo un restauro durato 10 anni. Si è trattato di un «intervento artistico strutturale», si precisa sui social, diventato inderogabile e finanziato dai fondi della Fondazione Barrié e della Fondazione della Cattedrale, con la supervisione del Ministero della Cultura spagnolo. Nel restauro sono stati coinvolti specialisti (archeologi, storici dell’arte, chimici, architetti, informatici, geologi), provenienti dalle Università di tutto il mondo. Un motivo in più per ritornare a Santiago di Compostela. In mostra, dal 30 agosto al 3 settembre (orari di apertura della sagra), ci saranno una trentina di pannelli che saranno illustrati dalle guide, le quali accompagneranno i visitatori lungo questo speciale cammino. «In fondo al cammino c’è qualcuno che ti aspetta», questo il sottotitolo della mostra. •