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03.12.2017

«I collassi potrebbero proseguire»

L’imbracatura di un pilastro
L’imbracatura di un pilastro

La prima ipotesi: «Ci potrebbero essere un proseguio dei crolli fino ad un assestamento delle deformazioni». La seconda: «Il collasso dei nuovi pilastri». Il professore Nicola Casagli mette in guardia sui futuri scenari della zona di Alcenago, colpevole della frana avvenuta nel 2011. In questo periodo, i lavori di scavo nella struttura alle porte di Grezzana stanno sì proseguendo ma in una zona ben distante rispetto a dove si è verificata la frana superficiale. Nel caso di ulteriori crolli, sottolinea il perito nominato dal pm, ci potrebbe essere «un assestamento delle deformazioni con la creazione di un arco naturale e la conseguente ridistribuzione degli sforzi in sito». Ma, sostiene ancora il geologo toscano, ci potrebbe essere anche il collasso di nuovi pilastri «per superamento della loro resistenza a compressione ed allargamento dell’area di crollo secondo un effetto domino». Lo scenario, in questo caso, è inquietante: «Le deformazioni attese in superficie sono in questo caso rilevanti fino alla possibile formazione di nuove voragini o allargamenti di quelli esistenti». Ci sono difficoltà però, a valutare quale di questi due scenari hanno più probabilità di verificarsi perché è impossibile accedere all’area di crollo per motivi di sicurezza». Tra le azioni necessarie per interventi, il perito del pm segnala come contro misura opportuna il rinforzo dei pilastri confinanti con le aree di crollo tramite interventi di imbracatura e bullonatura». G.CH.

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