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02.01.2017

«Eccessi nel bere?
Sbagliato pensare
che sia colpa altrui»

«Riconoscere di avere il problema e attuare un piano risoluto per uscirne»: sono queste le indicazioni emerse dalle testimonianze dei partecipanti all’Interclub, convocato da Acat Sirius, che ha chiamato a raccolta cinque club territoriali di alcolisti in trattamento di Bussolengo nel teatro di Santa Maria Maggiore.

«Un problema, quello dell’ alcolismo», spiega Marisa Speri, «spesso volutamente tenuto nascosto e non riconosciuto per le implicazioni sociali che comporta. Un baratro dal quale chi cade stenta a sollevarsi». All’Acat Sirius si applica il metodo messo a punto da Wladimir Hudolin che consiste nel coinvolgimento, oltre che del soggetto che cade nella dipendenza dell’alcol, della famiglia, in un percorso comune di presa di coscienza, di aiuto e riconquista consapevole della sobrietà. Chi è passato attraverso l’esperienza dell’alcol spesso si mette a servizio di chi sta tentando lo stesso percorso e diventa il suo servitore, sostenendolo nelle difficoltà.

«Quasi sempre», ha raccontato un membro del Club Delfino, nella sua testimonianza che ha commosso tutti, «imputiamo ad altri o alle circostanze negative e sfavorevoli della vita le nostre cadute: in ciò si vede quanto la nostra esistenza sia intersecata con le persone, le cose, gli eventi. I club si servono di questo valore umano per aiutarci e dare il giusto valore a noi stessi, alle persone e alle cose. In essi impariamo che ognuno di noi è unico e irripetibile come la tessera di un grande mosaico e che vale la pena vivere la vita in pienezza. Abbiamo constatato che esiste una seconda vita che ci aiuta a rendere operativi i nostri buoni propositi».

L’Acat Sirius coinvolge circa un centinaio di persone che hanno o hanno avuto problemi legati all’alcol. «In questi tre anni di vita», conclude Marisa Speri, «abbiamo lavorato tanto sul territorio, specialmente di Bussolengo, e possiamo dire che abbiamo avuto dei buoni risconti della nostra azione. Molte situazioni familiari hanno avuto la possibilità di rimettersi in cammino grazie a questa esperienza».

Per informazioni: Marisa Speri, 340.2859780, acatsirius@libero.it, facebook pagina Acat Sirius.

Lino Cattabianchi
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