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18.01.2018

«Coinvolte nelle iniziative persone che soffrono»

Le comunità di accoglienza a Fittà di Soave e Colognola ai Colli, la onlus Sulle orme che segue persone in difficoltà, la cooperativa Multiforme che impegna gli ospiti nel laboratorio di marmellate, bomboniere e nel piccolo laboratorio di falegnameria e che sta alla base del progetto della trattoria sociale Cinque pani e due pesci, l’ultima nata assieme alla Cascina Albaterra per un’agricoltura rispettosa delle persone e del creato. Anche questo è don Paolo Pasetto, prete quarantenne, barba profetica e sandali ai piedi, evangelico e francescano, anche di fronte all’attacco duro del sito cattolico La nuova bussola: «Le persone che mi conoscono sanno quello che faccio e vivo da 15 anni e chi vuol criticare è libero di farlo, basta che venga a vedere, partecipi e poi parli», esordisce. NON PARLA VOLENTIERI dell’attacco sui media perché non vuole alimentare altre polemiche. Si limita ad aggiungere: «Le nostre celebrazioni sono fatte coinvolgendo persone che vengono da storie dolorose e difficili. Hanno un senso proprio perché partono dalla loro vita e sono loro stessi a chiederci un linguaggio più umano, più vero e più concerto. Ma non è don Paolo che decide, tutte le cose sono fatte in piena armonia con il consiglio pastorale e il consiglio economico: è tutto un gruppo di fedeli che fa le scelte, a partire dall’utilizzo dei locali della canonica, la casa di accoglienza la chiesa. Anche le celebrazioni sono della comunità, in sintonia con la vita con i passi fatti insieme in un cammino comunitario». Gli è arrivata la denuncia di sacrilego, e anche se fatta on line è pur sempre un anatema doloroso per un prete: «Mi sono arrivati anche tanti messaggi che mi hanno fatto piacere che mi invitano a non scoraggiarmi, a insistere a portare avanti l’idea di una Chiesa povera e partecipe, anche più partecipata, come è stata la festa di fine anno», dice don Pasetto. HA SUL CELLULARE decine di messaggi di solidarietà e ne mostra uno che gli ha fatto particolarmente piacere, da Elisa, ragazza cresciuta in parrocchia e che ha fatto la scelta di impegno missionario: «#salvarelechiese. Ma di quale chiesa si sta parlando? Cos'è infondo per un cristiano la Chiesa? Qualcosa mi sfugge. Avete mai provato ad amare con totale gratuità solo per la bellezza di farlo e di donare speranza? Consapevoli che non ci sarebbe stato alcun guadagno? Tutto questo è per me la comunità. Spalanchiamo le porte delle nostre chiese e delle nostre vite e facciamoci entrare un po' d'aria pulita, di gente, di allegria, di corrente che butti all’aria tutto. Le chiese chiuse, come tutte le cose che restano chiuse si conservano sicuramente bene. E si salveranno. Ma che senso hanno di esistere? Se vogliamo davvero portare avanti questa nostra Chiesa non dovremo aver paura di farci una bella capriola dentro che ci faccia perdere l'equilibrio per un attimo mostrandoci un altro punto di vista: quello dell'Amore». V.Z.

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