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16.05.2018

Polemica sul centro islamico Bassi attacca, Ridolfi risponde

È polemica sul nuovo centro ricreativo/culturale, in via Salvo D’Acquisto a Bussolengo, inaugurato sabato scorso alla presenza del console del Marocco a Verona e dell’assessore al sociale Stefania Ridolfi. In questo centro, che è un luogo privato, si trovano varie realtà associative, tra cui la cui la comunità marocchina di Bussolengo. E proprio da questa presenza nascerebbero dei problemi di lamentele da parte dei vicini. «La collocazione del centro, in una zona ad alta densità di traffico e con pochi parcheggi», sostiene Andrea Bassi, «provoca problemi. Per ammissione dei realizzatori, il centro sarà pure un luogo di preghiera, cosa che già i vicini hanno riscontrato in quanto i fedeli vi si recano più volte al giorno, la prima delle quali alle 4 del mattino». Una collocazione inadatta, secondo Bassi. «Probabilmente», continua il consigliere regionale, «ci si è dimenticati che dal 2016, una legge regionale dispone che i nuovi luoghi di culto o i nuovi centri ricreativi/culturali che spesso li celano, qualunque sia il credo religioso, possano essere insediati solo in edifici che si trovano in aree del territorio previste dallo strumento urbanistico comunale e, finché non ci sarà questa indicazione, solo in un ristretto elenco di aree. Nel caso di Bussolengo, comune dotato di Pat, solo nelle cosiddette aree a servizi. Non di certo, come in questo caso, in un condominio residenziale e che ospita pure attività commerciali, una zona assolutamente preclusa dalla nuova legge. Il tutto per evitare che, da un giorno all'altro, in una tranquilla zona residenziale, i cittadini si trovino a convivere con realtà che, senza entrare nel merito del credo religioso, porterebbero sicuramente problematiche logistiche, viabilistiche e di disturbo alla quiete pubblica e successivamente, ahimè, generare situazioni di tensione e di scontro da scongiurare». Prende di petto le critiche di Bassi l’assessore al sociale Stefania Ridolfi: «È una polemica politica basata sul nulla, ma siamo abituati a queste cose da parte del consigliere Bassi. Basta guardare al tema dell’ospedale: Bassi cerca di sollevare un polverone, ma non dice che uno dei referenti della comunità marocchina di Bussolengo cinque anni fa era in lista con Giovanni Amantia e il candidato sindaco Massimo Girelli, entrambi da lui sostenuti». Ed entrando nel merito della polemica, Ridolfi precisa: «La struttura di cui si parla è uno spazio affittato da un privato. Quello che è intervenuto è un contratto tra privati e la persona che ha chiesto in affitto il locale con i servizi è cittadino italiano. È nel suo pieno diritto. Per quanto mi risulta, le autorità di polizia locale e dei carabinieri erano a conoscenza della cosa e l’invito a partecipare all’inaugurazione prevedeva la presenza del Console del Marocco a Verona. Perciò anche la mia presenza di assessore era motivata da ragioni istituzionali. Inoltre, la comunità marocchina di Bussolengo si riunisce in luoghi privati a Bussolengo da prima del nostro insediamento, quando anche Bassi era in amministrazione. Il tema della legalità, posto dal consigliere Bassi, è la più classica delle prese di posizione da campagna elettorale, senza fondamento». •

Lino Cattabianchi
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