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08.11.2017

«Ospedale, scatola vuota
sparita la week surgery»

La facciata dell’ospedale OrlandiIl consigliere Andrea Bassi
La facciata dell’ospedale OrlandiIl consigliere Andrea Bassi

«Esprimo la mia totale contrarietà alla proposta di modifica delle schede ospedaliere degli ospedali di Bussolengo e di Villafranca che è stata avanzata dalla Presidente della Conferenza dei sindaci del Distretto 4, Graziella Manzato, assieme al sindaco di Bussolengo, Paola Boscaini».

La presa di posizione contro i due sindaci è contenuta in una nota a firma del consigliere regionale di Centro destra Veneto, Andrea Bassi, che commenta così: «La proposta, che tanto sta facendo discutere a Bussolengo, ma anche in tutta l’area del nord-ovest veronese, è da bocciare. Già nel 2013», ricorda il consigliere Bassi, «fui protagonista, assieme all’allora consigliere regionale del Pd Franco Bonfante, di una grande battaglia per salvaguardare il cosiddetto l’impianto a due gambe, ovvero il polo ospedaliero Bussolengo-Villafranca. Impianto che lo stesso assessore alla Sanità Luca Coletto, correttamente, non mise in discussione: a Bussolengo sarebbe rimasta la ‘gamba’ di area medico- riabilitativa con i connessi reparti, a Villafranca invece quella chirurgico-materno-infantile».

«Un compromesso necessario, ma in grado di far vivere entrambi i nosocomi», spiega il consigliere regionale, «anche perché per Bussolengo erano previste (successivamente all’apertura del Magalini di Villafranca) attivazioni di importanti servizi quali, ad esempio, la Dialisi assistita 24 ore su 24, grazie alla presenza del reparto di Nefrologia. Oggi restiamo di stucco nel leggere che per gli estensori di questa folle proposta, quell’equilibrato compromesso che si era faticosamente raggiunto non va più bene. A breve, perciò, assisteremo al trasloco da Bussolengo a Villafranca dei reparti di Oncologia, Oculistica, Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Urologia, ai quali seguiranno, in un secondo momento, la sparizione di quelli di Ginecologia, Patologia neonatale e di Pediatria, come previsto dalle schede del 2013. Ma ci si doveva fermare lì. Invece, di punto in bianco, è arrivata questa nuova proposta», denuncia l’esponente di Centro Destra Veneto, «secondo la quale Bussolengo perderebbe, oltre a quelli citati, anche i reparti di Cardiologia, Geriatria, Nefrologia, Neurologia (e non si attiverebbe più, di conseguenza, nemmeno la Dialisi assistita per tutto il giorno) e di Pneumologia. L’ospedale di Bussolengo diventerebbe uno scatolone vuoto, mantenendo solo Psichiatria, un satellite del reparto di Medicina, una depotenziata Chirurgia che passerebbe da una ‘week surgery’ (chirurgia aperta dal lunedì al venerdì, con interventi che prevedono un ricovero anche fino a cinque giorni) ad un ‘day surgery’ (alle 17 di ogni giorno il reparto chiuderebbe e quindi si potranno fare solo interventi in day hospital) e un altro reparto di Recupero e Riabilitazione funzionale. Oltre alla presa in giro dei promessi 24 posti letto di ospedale di Comunità, che si sa benissimo non verranno mai attivati».

«Ho effettuato subito una richiesta documentale», continua il consigliere regionale Bassi, «per leggere nel dettaglio la proposta e soprattutto ho chiesto che mi venga fornito il verbale della seduta della Conferenza dei sindaci per verificare chi fossero i presenti e quanti sindaci abbiano votato un simile abominio. Inoltre, ho sollecitato subito un incontro con l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, garante dell’accordo del 2013, per chiedergli di respingere questa assurda proposta. E non per una logica campanilistica, ma di buonsenso: rendere Bussolengo uno scatolone vuoto significa di fatto lasciare scoperta l’assistenza nell’area del nord-ovest veronese, del Baldo e del Garda, già colpite dal fortissimo ridimensionamento delle strutture di Caprino e Malcesine. Con la conseguenza che gli abitanti e i turisti di queste zone si dovranno rivolgere o alle strutture di Peschiera (il cui Pronto Soccorso è già in sofferenza) o all’ospedale di Borgo Trento. Ricordo che, ancora oggi, il Pronto soccorso di Bussolengo registra annualmente più di 40.000 accessi».

«Nonostante le difficoltà registrate fino ad ora per avere copia della documentazione richiesta», conclude Andrea Bassi, «farò di tutto, anche se sono un semplice consigliere regionale di opposizione, per cercare di evitare che tale proposta venga approvata e mi auguro che sul tema si possano esprimere in tal senso anche le altre forze politiche, al di là degli schieramenti, e i sindaci che non sono stati coinvolti».

Lino Cattabianchi
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