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04.03.2018

L’orafo ha chiuso bottega «Il futuro? Una scuola d’arte»

L’orafo Antonio Piazzi al lavoro nella sua bottega
L’orafo Antonio Piazzi al lavoro nella sua bottega

Dopo 48 anni di lavoro, Antonio Piazzi va in pensione e chiude la sua storica bottega a Bussolengo, «L’Orafo» in via Citella 57. «Ho iniziato a lavorare», racconta Piazzi, «all’età di 15 anni e dal 1974 sono sempre stato nel settore dell’oreficeria. Nel 1997, il grande salto: dopo anni di lavoro dipendente ho deciso di aprire un laboratorio orafo artigiano tutto mio». Grazie alla sua manualità e creatività, dal pezzo grezzo di metallo l’orafo Antonio realizzava gioielli di ogni tipo: anelli, bracciali, orecchini, pendenti. Piazzi è stato un punto di riferimento per gli abitanti del paese di Bussolengo, ma anche della vicina Pescantina, sia per chi voleva acquistare dei prodotti unici, sia per chi voleva veder realizzato un gioiello, magari disegnato di proprio pugno. «Nonostante la crisi che ha colpito il nostro paese», sottolinea l’orafo, «ho voluto proseguire la mia attività, cercando di soddisfare sempre le richieste dei clienti, consigliandoli nella miglior realizzazione dei gioielli». Antonio Piazzi è stato anche insegnante nella scuola serale di oreficeria, per parecchi anni, aiutando e spronando i giovani futuri orafi nell’insegnamento di questa vera e propria arte. A chi gli chiede cosa farà adesso lui risponde: «Ora mi dedicherò alla famiglia, al giardinaggio, alla lettura e alla pittura: mi piacerebbe iscrivermi ad una scuola d’arte». •

L.C.
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