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30.12.2017

L’arte di Cassini sta benone anche in ospedale

Una delle due opere prodotte da Cassini mentre era ricoverato all’ospedale Orlandi FOTO PECORA
Una delle due opere prodotte da Cassini mentre era ricoverato all’ospedale Orlandi FOTO PECORA

Lino Cattabianchi Un ospite d’eccezione, al reparto di Cardiologia dell’ospedale «Orlandi» di Bussolengo, diretto dal dottor Emanuele Carbonieri. Adriano Cassini, il pittore della Val d’Illasi, è stato infatti ricoverato nel nosocomio locale per problemi di cuore che hanno richiesto poi un delicato intervento chirurgico eseguito nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Borgo Trento, diretto dal professor Giuseppe Faggian e malgrado le sue condizioni ha dipinto per il reparto. «Pur nella sofferenza del momento», racconta il dottor Carbonieri, «il pittore ha trovato l’ispirazione per dare vita ad una composizione su tela, ispirata al Natale, e a lasciare così un segno del suo passaggio all’ospedale di Bussolengo, dove è stata monitorata la sua situazione». Nel reparto dei degenti di cardiologia ora, infatti, è visibile un quadro, dipinto a pastelli a cera, con al centro la rappresentazione della Natività che reca i segni più caratteristici dell’arte di Cassini: lo zampognaro, qui raffigurato da un angelo che suona un flauto, e l’uccellino, adagiato sulla culla del Bambino. Nell’ambulatorio al servizio di cardiologia, Cassini ha ripetuto il tema con accenti molto originali, usando i gialli e i verdi, oltre agli azzurri e ai rossi che ha adoperato per mettere in rilievo le guance della Madonna. Un riferimento, questo, al tema molto popolare dell’iconografia mariana di «Maria che vien rossa», cioè che nella sua verginità consacrata dalla nascita del Salvatore, arrossisce pudicamente davanti ai Re Magi giunti dall’Oriente per adorare Gesù. Questo motivo, del resto, è presente anche in un affresco del Quattrocento, nella chiesetta di San Rocco, alle porte di Bussolengo, sul lato della via Gardesana. «Il vescovo Zenti», continua Carbonieri, «nella sua recente visita natalizia all’ospedale di Bussolengo, si è soffermato davanti alla tela di Cassini, di cui ha apprezzato la particolare collocazione in un luogo di sofferenza». Il reparto di cardiologia dell’ospedale Orlandi è diretto dal 2009 dal dottor Carbonieri. «Mandiamo», dice il primario, «circa 30 persone all’anno in cardiochirurgia a Borgo Trento a farsi operare e questo grazie al pronto soccorso e ad un attento monitoraggio ambulatoriale che intercetta i pazienti del territorio del Distretto 4 dell’Ulss 9. C’è un ottima collaborazione con la cardiologia dell’ospedale di Legnago, diretta dal dottor Giorgio Morando, per gli studi emodinamici e coronografici e con la chirurgia di Borgo Trento che presenta performance di assoluta eccellenza nel Veneto. Nel caso di Adriano Cassini, mi ha molto colpito la sua capacità di andare oltre la sofferenza della propria condizione e di voler condividere con gli altri, pazienti e non, un messaggio di pace e di amore. È stato un momento di grande sensibilità nell’accettare il proprio percorso terapeutico, quello di dare via libera alla propria arte anche in un reparto ospedaliero». Lo «speciale» paziente è ora sulla via della piena guarigione. •

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