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20.02.2018

Insulti sessisti a Setti in assemblea cala il gelo

L’immagine del Consiglio del 12 febbraio nel momento della frase sessista ripresa dalla webcam
L’immagine del Consiglio del 12 febbraio nel momento della frase sessista ripresa dalla webcam

Andrea Bassi, consigliere regionale di Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà, chiede le dimissioni di Tiziano Ferrari, consigliere di maggioranza del Comune appartenente al gruppo C'è futuro Cittadini per Bussolengo e San Vito. Bassi, che è lui stesso di Bussolengo, scrive: «Non è possibile stare zitti di fronte a quanto affermato dal consigliere comunale Tiziano Ferrari, durante il Consiglio comunale del 12 febbraio. Queste tristi cadute di stile vanno subito fermate anche perché, diversamente, il rischio è di abituarcisi e pensare che rappresentino la normalità». Bassi poi insiste: «Che nel 2018, durante una seduta del Consiglio comunale di Bussolengo, un paese di oltre 20mila, si senta il consigliere comunale di maggioranza Tiziano Ferrari rivolgersi alla collega di opposizione Barbara Setti in modo sessista fa veramente rabbrividire. Che grado di bassezza abbiamo raggiunto? Che esempio viene dato ai giovani e a tutti i cittadini?», tuona. Motivo di tanta indignazione è la battuta all’indirizzo della consigliera Barbara Setti del M5S. «Tra io e lei per natura, a 90 gradi ci si mette più lei che io», ha infatti proferito Ferrari al termine del suo intervento. La battuta è arrivata durante il dibattito sull’approvazione del Dup 2018 (Documento unico di programmazione), in risposta a un intervento di Setti di due mesi prima. La consigliera in quell’occasione aveva definito la maggioranza: «Servi piegati a 90 gradi davanti alla regina», cioè alla sindaca Paola Boscaini. «Lei ci ha offesi due Consigli fa», ha premesso Ferrari lo scorso lunedì, «vuole che le rispondiamo?». E poi ecco la battuta. Dopo una attimo di gelo in aula, è intervenuto il consigliere Stefano Ceschi che ha sottolineato la gravità delle parole di Ferrari: «Quando si va oltre, si va oltre», ha detto. «Ci hanno dato dei mafiosi», ha tentato una difesa Ugo Piccoli. Mentre il consigliere anziano Giovanni Amantia ha chiesto il parere delle donne in maggioranza. Ha preso la parola l’assessore Annalisa Scaramuzzi: «Ferrari ha superato la misura della pazienza, ma non è corretto andare sul personale», ha tagliato corto. E la sindaca Boscaini: «Non voglio giustificare Ferrari, ma non è facile accettare l’accusa di essere mafiosi». «Ferrari ha fatto un uso improprio delle parole», ha stigmatizzato a quel punto il capogruppo di maggioranza Alessandro Pasetto. Il consigliere Tiziano Ferrari ora puntualizza: «Non avrei dovuto reagire alla provocazione della consigliera Setti scendendo al suo livello, questo non giustifica la mia frase infelice». «Purtroppo da cinque anni assistiamo in Consiglio comunale a espressioni durissime, con accuse pesanti, anche personali, nei confronti dei consiglieri di maggioranza. Ciò non toglie che ho sbagliato a replicare con quei toni a Setti. Non volevo, inoltre, risultare offensivo nei confronti delle donne, di cui ho il massimo rispetto». La consigliera Barbara Setti, dal canto suo, sottolinea: «Ritengo questa esposizione mediatica quasi più aggressiva dell’offesa in sé. Avrei preferito che fosse riservata alle battaglie che porto avanti da cinque anni. In Consiglio ho certamente contrastato con fervore le decisioni dell’attuale amministrazione, ma l’ho fatto sempre verso i consiglieri di maggioranza nel loro insieme e per aspetti esclusivamente politici. Mi vengono attribuite frasi da me mai pronunciate, da chi ha scritto di me di tutto e di più». Intanto la notizia è destinata a non farsi dimenticare troppo in fretta. La blogger Selvaggia Lucarelli, infatti, nelle ultime ore ha rilanciato il fatto a livello nazionale sull’edizione online di Rolling Stone. •

Lino Cattabianchi
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