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11.11.2017

Il vitalizio che aiuta Arianna
ora ha il «sì» del Consiglio

Sabrina Savoia con la figlia Arianna
Sabrina Savoia con la figlia Arianna

Riceverà dal Comune un vitalizio annuo di 39.874 euro, da rivalutare annualmente e da versare ad ogni gennaio, per tutta la durata della sua vita, Arianna Bertolini. A questa cifra, stabilita dal Tribunale di Verona, va aggiunta come risarcimento dei danni permanenti subiti per la caduta del motorino in via Verona nel marzo 2007, la somma di 2.626.873,23 euro di capitale e 83.813,49 per spese legali, nonché 310 euro per interessi legali, per un totale di 2.710.996,72 euro.

Di questa cifra, 2,5 milioni saranno liquidati dalla compagnia di assicurazione Società reale Mutua, nei limiti del massimale. I rimanenti 210.996,72 euro sono stati riconosciuti come debito fuori bilancio sulla base della delibera di Giunta 225 del 2 novembre, con cui il Comune ha deciso di non ricorrere in appello contro la sentenza del Tribunale di Verona 2357 del 4 ottobre 2017, seguendo del consiglio dell’avvocato Alberto Carlesi, cui era stato chiesto un parere legale.

«Ritengo di difficile accoglimento una riforma totale della sentenza», aveva scritto Carlesi, «con la piena vittoria delle ragioni del Comune di Bussolengo». Su questa base il Consiglio, chiamato ad avallare d’urgenza la decisione della Giunta, ha espresso 11 voti favorevoli, compresi quelli dei consiglieri di opposizione Massimo Girelli e Giovanni Amantia, mentre si è registrata l’astensione della grillina Barbara Setti. Ad assistere alla seduta c’erano anche Arianna e la mamma Sabrina Savoia.

«Un caso molto delicato», ha sottolineato il sindaco Paola Boscaini, «cui è stato dedicato un Consiglio a porte chiuse, una scelta non facile. Sulla base del consiglio dell’avvocato abbiamo scelto di non proseguire in giudizio. Abbiamo agito con senso di responsabilità». «Questa sentenza», ha detto Massimo Girelli, «non potrà mai far tornare Arianna come prima, ma alleviare il dolore suo e dei famigliari che le sono stati vicini in questa situazione». Ha commentato Barbara Setti, annunciando l’astensione: «Sono sollevata per il fatto che la Giunta abbia deciso di non appellare. Non vedo però motivi di urgenza, è una delibera legata agli equilibri di bilancio che sono solo formali, come dicono i revisori dei conti. Da 5 anni non voto il bilancio: da qui l’ astensione». «Arianna è figlia nostra», ha detto Ugo Piccoli, «rendiamo giustizia anche per quelli che non l’hanno fatto quando era ora. Non era una decisione facile: un riconoscimento all’opposizione che non ha cavalcato il caso». «Sono contrario al bilancio», ha dichiarato Girelli, «ma stasera voto favorevole: il problema è stato risolto dal giudice, non dal Comune».

E Giovanni Amantia: «Non è la sera da far polemiche: voto favorevole per Arianna e la sua famiglia. E, per evitare il ripetersi di un caso simile, ho presentato un’interpellanza sulla strada del Tione, in località Bel Camin, che ha il manto danneggiato dalle radici, pieno di avvallamenti e dossi».

«L’urgenza», ha concluso il presidente del Consiglio Luciano Penna, rispondendo a Setti, «è dovuta alla delicatezza dell’argomento e alla necessità di accelerare le procedure per il pagamento».

SABRINA SAVOIA

Ha seguito il dibatto consiliare con Arianna al fianco. Una donna minuta con una volontà d’acciaio. «Hanno voluto andare a sentenza», dice la signora Savoia, «bastava mettersi d’accordo prima. Adesso risolveranno loro il problema. Mi va bene la sentenza». La sua attenzione va tutta alla figlia: «Avevano detto che Arianna sarebbe rimasta in stato vegetativo irreversibile, invece è qua che salta e fa le scale. Non sappiamo in realtà dove può arrivare Arianna, non ci sono limiti. Andiamo avanti. Però le terapie le dobbiamo fare in Svizzera perché qui non ci sono strutture per questi problemi. I soldi li useremo per questo».

La mamma di Arianna prosegue: «Ho tutto sulle spalle io. La Svizzera, un altro figlio, lei e tutti i problemi che comporta avere una ragazza disabile: burocrazia, domande, carte».

«In Svizzera ci andiamo tre volte all’anno: adesso ci hanno chiesto di andare per periodi più lunghi perché vedono i miglioramenti di Arianna. Cinque mesi all’anno dobbiamo trasferire casa e andare in Svizzera. Non è facile, ma è importante continuare».

Lino Cattabianchi
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