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01.12.2017

Il sindaco sull’ospedale «Non si torna indietro»

L’ingresso dell’ospedale Orlandi di Bussolengo FOTO PECORA
L’ingresso dell’ospedale Orlandi di Bussolengo FOTO PECORA

Lino Cattabianchi Ospedale Orlandi, indietro non si torna. È terminata con la decisa dichiarazione del sindaco Paola Boscaini la discussione del Consiglio comunale sulle novità che hanno coinvolto la struttura sanitaria di Bussolengo, dopo la proposta del Comitato dei sindaci del Distretto 4 dell’Ulss 9 alla Regione di trasformare il Magalini di Villafranca in ospedale per acuti e di conferire a Bussolengo una connotazione riabilitativa, tenendo conto anche della sua collocazione in una zona turistica. «Tornare indietro», ha sottolineato il sindaco, concludendo la serie degli interventi, «è una proposta aleatoria: non trova spazio di attuabilità». E sulle iniziative del Comitato per la salvaguardia dell’ospedale Orlandi, Boscaini è perentoria: «Che probabilità ha la proposta del Comitato per l’ospedale? (cioè di tornare alle schede del 2013 e del “polo a due” gambe, ndr.). Chiedetelo ai vostri rappresentanti politici. Stanno giocando sulla pelle dei cittadini: ho il timore che quelli del Comitato siano caduti in una trappola di chi vuole servirsene per i giochi politici del paese. Non abbiamo nessun motivo per opporci alla proposta del Comitato. Ma siamo convinti che per far sopravvivere Bussolengo e la sanità pubblica del territorio sia necessario specializzarlo nella riabilitazione, anzi di farlo diventare Distretto della riabilitazione della provincia di Verona». La discussione, sollecitata dai consiglieri di opposizione e iniziata da Massimo Girelli, ha toccato tutti gli aspetti della questione ospedali. Il sindaco ha ricostruito la cronistoria della fine annuncia dell’Orlandi già dal 2003 con l’assessore regionale Gava fino alla formulazione del «polo a due gambe», giocato su Bussolengo e Villafranca, e alla recente proposta del Comitato dei sindaci, «una alternativa alla chiusura». Non convinto Ceschi del Pd che ha posto l’accento sulla responsabilità della Lega nord nella gestione degli ospedali e nel depotenziamento di quelli pubblici. «Cosa che è avvenuta a Isola della Scala, poi a Bussolengo e fra un po’ toccherà a Villafranca. Non credo che quelli che hanno provocato questa situazione vengano qui per rimediarla», ha commentato. Barbara Setti ha tagliato corto: «Bussolengo a servizio di Negrar e Peschiera: è questo che vogliono? Non c’è sana concorrenza tra pubblico e privato. Perché ci dobbiamo accontentare di questo? Bussolengo e Villafranca devono convivere». «Non torneranno più i bei tempi dell’Orlandi», ha commentato l’assessore Stefania Ridolfi, «e l’ospedale a vocazione turistica è uno sguardo diverso da dare al nostro nosocomio». Molto accorato l’intervento di Massimo Girelli: «Vogliamo rilanciare gli ospedali pubblici: non accetto che stiamo giocando in difesa sulla sanità locale. Si poteva votare contro la proposta dei sindaci e rilanciare Bussolengo come ospedale per acuti». Ugo Piccoli ha messo in luce l’opera di mediazione del Comitato dei sindaci «per evitare solo il peggio e salvare il salvabile». «Bisogna rendersi conto che è cambiata la sanità», ha ribadito il capogruppo di maggioranza Sandro Pasetto. «Non c’è stato nessun dialogo con noi», ha argomentato Giorgio Beccherle, consigliere di minoranza, «per questo la vostra proposta è debole perché non è condivisa». «Il sindaco doveva fare la voce grossa», ha commentato Giovanni Amantia. «Sappiamo dove vuole andare il sindaco di Sommacampagna». «Il problema non riguarda solo Bussolengo», ha ripreso Girelli, “mi sarebbe piaciuto discutere prima della proposta. Spero che la questione venga rilanciata in Regione». Ma la risposta del sindaco Boscaini non ha lasciato dubbi: «Non si torna indietro». •

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