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26.01.2018

Il saluto a Paolo,
morto in moto
«Eri un grande»

L’arrivo del feretro di Paolo Appoloni nella chiesa di Cristo Risorto   FOTO AMATO
L’arrivo del feretro di Paolo Appoloni nella chiesa di Cristo Risorto FOTO AMATO

La comunità di Bussolengo ieri pomeriggio ha accompagnato Paolo Appoloni nel suo ultimo viaggio terreno. Il dolore era palpabile nella parrocchiale del Cristo Risorto, gremita da una folla addolorata e affranta, che si è stretta alla famiglia del sessantenne, morto domenica poco dopo mezzogiorno nello schianto tra la sua moto e una Panda ferma per svoltare a sinistra, lungo la provinciale 11 che da Affi porta a Bussolengo. La gente ha atteso in silenzio sul sagrato della chiesa il feretro, arrivato alle 15; la salma era accompagnata dalla moglie Lorella e dalla figlia Martina. Ad attendere il feretro c’erano esponenti dei Carabinieri in congedo, per ricordare i trascorsi nell’arma del defunto. Nel corso del rito funebre, cantato dal coro della chiesa, il parroco don Antonio Zera ha ricordato: «Nessuno ci potrà separare dall’amore di Dio.

Amore è attaccamento indissolubile e togliersi di dosso l’amore è impossibile. L’orgoglio di amare e di essere amato, Paolo se lo è portato dove è andato adesso e si è portato anche le sue passioni: orto, moto, nipoti. Quei nipoti a cui lui un giorno avrebbe voluto appassionare, come lui, alla vita che sboccia». In prima fila la moglie e la figlia hanno ascoltato in silenzio, senza mai staccare gli occhi dalla bara. Al termine del rito religioso un’amica di famiglia ha voluto esprimere il suo affetto a Paolo e ai suoi cari: «Ti voglio ringraziare perché eri una grande persona», ha detto tra le lacrime, ed ha aggiunto: «Lorella, Martina, fatevi coraggio, che da lassù Paolo ci aiuta».

Un amico di famiglia ha infine letto un testo scritto dalla figlia e dedicato al padre: «Papà, non riesco a capire che senso abbia la tua morte. Te ne sei andato troppo presto e senza preavviso, ma così ci hai fatto capire cos’è l’amore. Oggi non capiamo il senso della tua morte, ma quello della tua vita sì». Paolo Appoloni aveva la passione per la moto, era una persona riservata, che si dedicava alla famiglia e al lavoro (prima nell’arma dei Carabinieri, poi come autotrasportatore). Era padre e marito attento e premuroso, nonno sempre presente. Da qualche mese era in pensione. •

Gianfranco Riolfi
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