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19.01.2019

«Il mio museo della scarpa per ricordare la nostra storia»

È il suo orgoglio e la sua vita. Luigi Salomoni, alpino, classe 1933, 85 anni portati con slancio, ci accompagna nel «suo» museo della scarpa in via Monte Ortigara: una raccolta di modelli e macchinari che raccontano l’evoluzione di un’attività che a Bussolengo ha fatto la storia. Incoraggiato e aiutato dalla moglie Rita Romani, ha cominciato ad ordinare e raccogliere tutto il materiale rimasto. Appassionato artigiano della calzatura, Luigi Salomoni racconta: «A casa mia, dopo la fine della nostra attività di calzaturieri nel 1995, a causa della crisi, ho messo in ordine tutto il materiale e i macchinari che avevano accompagnato la vita lavorativa di tre generazioni». Si può partire dal carrettino su ruote nel quale venivano caricate le scarpe per andare in piazza, al mercato del giovedì: un pezzo unico che, una volta chiuso, veniva impiegato come banco da taglio per le pelli e le forme. E poi i modelli di scarpe delle varie epoche: le ciabatte, le sgàlmare con la suola di legno, le scarpe dell’autarchia, al tempo della seconda guerra mondiale, quando scarseggiavano le materie prime e si doveva ricorrere ai copertoni delle macchine per le suole e al tessuto degli zaini militari per le tomaie. «Non c’era altro materiale», aggiunge Salomoni, «e gli artigiani di Bussolengo usavano tutto quello che si poteva trovare. Questi sono ormai pezzi unici come queste scarpe eleganti per la festa, confezionate con grande abilità artigianale, dalle cuciture pressoché invisibili. E non mancano zeppe coi tacchi molto alti che sarebbero di moda anche ora». A corredo, tutti gli attrezzi per il desco originale del 1920: dai taglieri alle lame, alle punte, alla para per ottenere la colla. «Con questi strumenti e materiali hanno lavorato generazioni di bussolenghesi che hanno dato una svolta al paese. E sarebbe anche ora che si potesse realizzare un museo civico della scarpa come omaggio ad una componente fondamentale dell’economia di Bussolengo», conclude Luigi Salomoni. Resta, quindi, la speranza che le istituzioni raccolgano l’appello lanciato da Salomoni nell’interesse del paese e della sua storia. •

L.C.
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