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23.12.2017

Il Comune sigla l’accordo Chiusi i conti con Italgas

L’avvocato Marco Cerami e il sindaco Paola Boscaini
L’avvocato Marco Cerami e il sindaco Paola Boscaini

Lino Cattabianchi Terza transazione in ordine di tempo per il Comune per «chiudere i conti col passato». Dopo l’accordo con la società Magazzini Generali per la vicenda della ex piazzola ecologica in località Ferlina e la composizione extragiudiziale delle pendenze con l’avvocato Eugenio Lequaglie, è stata la volta del contenzioso legato alla rete di distribuzione di Italgas. La mediazione è stata portata a termine, per il Comune, dall’avvocato Carlo Cerami del foro di Milano, ma originario di Bussolengo e figlio dell’indimenticato maestro Cerami, a lungo consigliere comunale del Partito comunista italiano. Prevede il versamento da parte del Comune di Bussolengo della somma di due milioni e 200mila euro, inclusa l’Iva al 10 per cento. Il pagamento avverrà in due rate: la prima un milione di euro il 28 dicembre prossimo, e la seconda di un milione e 200mila euro il 30 giugno 2018. La somma sarà finanziata per un milione con disponibilità presenti nel bilancio di previsione al Programma di spesa 17012 Fonti energetiche. Spese in conto capitale, e per un milione e 200mila euro con risorse provenienti da alienazioni di beni patrimoniali previste nel piano triennale delle alienazioni 2018-2020, in corso di approvazione, oltre ad altre risorse in conto capitale. Con questa transazione, il Comune recede dal ricorso in Cassazione sul cui esito favorevole il legale aveva avanzato forti perplessità. «Sul giudizio di Cassazione», aveva scritto l’avvocato Cerami nel suo parere, «pende anzitutto il concreto rischio di un esito integralmente sfavorevole per inammissibilità, con aggravio delle spese legali del giudizio di Cassazione in ragione della soccombenza». Di fronte a questa ipotesi la scelta di accettare l’offerta di Italgas di pagare i due milioni 200mila euro, anziché due milioni 595mila 632 euro, con uno sconto di circa 400mila euro a favore del Comune, che rimane proprietario della rete di distribuzione del gas, del valore stabilito dal lodo arbitrale in quattro milioni 834mila 835 euro. «La vicenda», ha spiegato il legale, «nasce dal decreto di liberalizzazione del settore del gas e allora il Comune non ha concordato il corrispettivo con Italgas. A una cifra iniziale di otto milioni per la rete si è passati a sei e quindi a quattro in seguito al lodo arbitrale che ha reso esecutivo il pagamento. Il ricorso in Cassazione è stato interposto per la quota di due milioni 260mila 305,75 euro, relativa ai costi degli allacciamenti di utenza già sostenuti dai privati. Ma il concreto rischio di una soccombenza del Comune, oltre all’aggravio degli interessi legali all’8 per cento ci ha indotto ad accettare la proposta. Si tratta di un risultato economico non eclatante, ma finale, e che mette il Comune in condizioni provvedere al pagamento in base alle proprie disponibilità. Una conclusione onorevole e ragionevole e che non ha mai visto il Comune vincitore nei tre gradi di giudizio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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