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22.02.2018

Il caso degli insulti ora è scontro politico

Il municipio di Bussolengo
Il municipio di Bussolengo

Levata di scudi, dopo le dichiarazioni dell’assessore alle Pari opportunità di Bussolengo Katia Facci sull’episodio che ha coinvolto il consigliere Tiziano Ferrari per la sua frase sessista, all’indirizzo di Barbara Setti, consigliera del M5S. Andrea Bassi, consigliere regionale di Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà accusato dall’assessore comunale di Bussolengo Katia Facci di aver strumentalizzato il caso, precisa: «Non è corretto affermare che la notizia e le immagini dell’accaduto siano state diffuse originariamente da Rolling Stone. Preciso che il Consiglio comunale viene trasmesso in streaming e le immagini erano e sono disponibili sul sito del Comune. In ogni caso il video e la notizia erano già stati pubblicati il giorno precedente dal sito Report Garda. Dunque, prima del mio comunicato di lunedì». «Per il resto», attacca Bassi, «sono prive di fondamento le altre accuse dell’assessore Facci. Non sono in campagna elettorale. Alle politiche del 4 marzo non appaio in alcuna lista e, come ho avuto modo di dire più volte, non è mia intenzione candidarmi alle prossime comunali di Bussolengo né come sindaco né come consigliere. Continuo la mia opera in Regione». «Anche l’altra accusa non sta in piedi», puntualizza il consigliere, «la presidente della Commissione pari opportunità regionale, Elena Traverso svolge un ruolo tecnico e non politico e non siamo politicamente vicini. Sicuramente è una persona di cui ho stima, ma lei è sempre stata vicina a Massimo Giorgetti e non certo a me. Anzi, nel recente passato abbiamo avuto dei contrasti, sempre però su uno sfondo di correttezza». Bassi conclude: «Assurdo che qui si cerchi di dare la colpa ad altri per l’eco avuto dal fatto. Quando si parla in un Consiglio comunale ci si deve ricordare che non si è in un’osteria, ma che si ha una telecamera puntata addosso e che tutto rimane agli atti. L’origine del tutto sono l’odiosa battuta del consigliere Ferrari e il fatto che non abbia immediatamente chiesto scusa». Bassi conclude con una forte accelerazione politica: «Sottoscrivo in tutto e per tutto quanto invece affermato da Barbara Setti. Il caso ormai era chiuso, il fatto che invece la maggioranza continui su questo binario vuol dire che cerca di distrarre la popolazione da quello che ha fatto e sta facendo. Per loro è più conveniente parlare di questo che dell’ospedale Orlandi che hanno perso senza nemmeno combattere e che sta per essere trasferito in blocco a Villafranca, dell’ex Ipab davanti all’ospedale che vogliono far diventare una palazzina residenziale, della svendita del patrimonio comunale che continua, dell’ultima variante al Piano Interventi con cui vorrebbero rendere edificabili aree oggi agricole». Puntualizza Elena Traverso, tirata in ballo a sua volta: «La verità è molto più semplice delle congetture. Il nostro intervento come Commissione regionale è stato mosso in modo congiunto per rispondere a un atto su cui non ci sarebbe nulla da dire se non il chiedere scusa. Io non mi occupo di politica attiva da anni nel mio comune, figuriamoci se intendo farlo nel comune di Bussolengo. Rappresento una commissione regionale apartitica, composta da realtà associative, sindacali, imprenditoriali che unanimemente mi hanno chiesto di intervenire». Conclude Giovanni Amantia: «Fortunatamente ha preso una posizione chiara la Commissione pari opportunità regionale. Ci aspettavamo la reazione immediata e dura della Commissione pari opportunità del comune. Più che per il comportamento di Ferrari, sono rimasto sconcertato dall’atteggiamento delle altre donne di maggioranza in aula, dalle quali mi aspettavo un’altra reazione». Replica Katia Facci: «La vicenda Setti Ferrari è stata chiusa dai diretti interessati con le scuse di Ferrari accettate dalla Setti. Il fatto che Bassi e ora Amantia continuino a parlarne avvalora quanto ho affermato». •

L.C.
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