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15.06.2017

I cigni neri hanno fatto il nido
«a casa» del pericoloso vicino

Un esemplare di casuario
Un esemplare di casuario

Costruire il nido e covare le uova nel reparto dell’uccello più pericoloso al mondo, per poi allevare in tutta tranquillità tre bei pulcinotti e tenere alla giusta distanza l’inquilino legittimo.

È stato il «piano strategico» dei due cigni neri del Parco Natura Viva di Bussolengo, che meno di due mesi fa hanno deciso di stabilire le attività del periodo riproduttivo nei pressi del laghetto di Pasquale, un maschio di casuario. I due però non hanno compiuto un gesto inconsulto, anzi.

«ll casuario», spiega Camillo Sandri, veterinario direttore tecnico del Parco Natura Viva, «è sì considerato l’uccello più pericoloso al mondo, ma è anche un grande esempio di cure paterne: la femmina di questa specie depone le uova e abbandona il nido, lasciando solo il maschio con la cova. È lui ad occuparsi dell’allevamento e dell’accudimento dei piccoli».

«Non possiamo far altro che identificare questo come il motivo che ha spinto mamma e papà cigno nero a scegliere il reparto di Pasquale come il luogo più adatto per i propri piccoli», conclude il veterinario.

Molto indaffarati a imparare a pescare sott’acqua con il becco in giù e la coda in su, uscire dal laghetto e beccare tra l’erba, i tre pulcini dalle piume grigie sembrano effettivamente a proprio agio, anche quando il casuario si avvicina per dare un’occhiata più da vicino.

«Pasquale non sembra aver mai avuto alcuna esitazione nell’ospitare la famigliola in casa propria, anzi», continua Sandri. «Soprattutto quando i piccoli sono fuori dall’acqua, i genitori tendono a non farlo avvicinare troppo e lui accetta di buon grado di starsene tranquillo sotto le fronde. È molto probabile che questo non sarebbe stato possibile se i cigni neri avessero scelto il reparto di Maribel, la femmina di casuario che vive lì accanto, per natura molto meno accondiscendente». Casuari e cigni neri sono specie originarie dell’Australia, entrambe inserite nella Lista rossa delle specie a rischio di estinzione. Per il momento condividono lo stesso continente (il Parco è diviso in aree secondo la provenienza), proprio come accade in natura. L.C.

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