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14.01.2017

Ex piazzola ecologica
«Terreno non inquinato»

Il terreno dell’ex piazzola ecologica in località Ferlina non era in inquinato. E’ la conclusione della Conferenza dei servizi convocata dal Comune di Bussolengo, cui hanno partecipato Arpav e Provincia di Verona, per riesaminare il Piano di smaltimento rifiuti relativo a quell’area.

La Conferenza, come si legge sul verbale, prende atto che, «sulla base delle sentenze, viene meno la connotazione di rifiuto per quel materiale che è stato inizialmente denominato “fango di depurazione”» e che il materiale utilizzato per il riempimento della cava di prestito «potrebbe connaturarsi come riporto e intendersi come matrice naturale e pertanto non vi è alcun obbligo per la rimozione dello stesso».

LA VICENDA. La conclusione riapre una ferita recente, legata alla vendita, poi sfumata, della piazzola ecologica alla società Magazzini Generali srl da parte del Comune.

Quel fatto ha prodotto notevoli ripercussioni sulla vita amministrativa di Bussolengo: ha decretato la fine anticipata dell’Amministrazione Mazzi e dato il via a vari procedimenti giudiziari.

Il processo si è concluso con l’assoluzione il 17 marzo 2016, «perché il fatto non sussiste», del sindaco Alviano Mazzi e dell’ex assessore Francesco Bussola, accusati di aver «omesso di disporre la bonifica dell’area ove esisteva l’impianto di depurazione reflui».

TRANSAZIONE AFFRETTATA? Il consigliere di opposizione Stefano Ceschi del Pd ribadisce il suo giudizio negativo sulla transazione, a suo dire troppo affrettata, conclusa dal sindaco Paola Boscaini con la società Magazzini Generali, che, sulla base di una perizia aveva ricusato il terreno, ritenendolo inquinato e quindi non più rispondente alle caratteristiche per le quali, a suo tempo, ne aveva deciso l’acquisto.

NESSUNA VIOLAZIONE. «Ora anche il Comune di Bussolengo, l'Arpav e la Provincia di Verona», dice il consigliere Ceschi, «con il documento redatto dalla Conferenza dei servizi del 3 novembre 2016 dichiarano che il terreno dell'ex piazzola ecologica non era inquinato e non aveva bisogno di alcun tipo di bonifica».

E il ragionamento di Ceschi va anche oltre: «Decade quindi il concetto, più volte espresso dal sindaco Boscaini», spiega ancora il consigliere, «secondo cui il Comune avrebbe violato il contratto e quindi era giustificato procedere alla transazione, sostenendo che il terreno non era come quello promesso. Se il terreno era edificabile e non inquinato, si può dire, al contrario, che il terreno era come promesso in vendita dal Comune. Avevamo più volte chiesto al sindaco di aspettare qualche settimana a restituire i soldi alla società che aveva disdetto il contratto per attendere le imminenti sentenze. Con queste nuove conclusioni e le sentenze precedenti, appare ancora più sbagliata la decisione di ridare alla società Magazzini Generali la caparra di tre milioni più altri 450mila euro come bonario accordo. Il Comune, invece, avrebbe dovuto incassare 6 milioni di euro da quella vendita. Ora che sappiamo che il terreno era a posto e non bisognoso di bonifica, chi ridarà ai cittadini di Bussolengo i 3 milioni ai quali abbiamo rinunciato chiudendo con la transazione?».

IL DESTINO DELL’AREA. Ceschi è scettico anche sul destino finale dell’area che ora è nella disponibilità del Comune, che la dovrebbe rivendere.

Conclude il consigliere: «Il Comune è nelle condizioni di vendere l’area, ma difficilmente incasserà la somma prevista dal sindaco Mazzi all’epoca. Non ho mai capito la fretta del sindaco Boscaini di chiudere la transazione: la delibera di Consiglio ha la data del 30 dicembre 2015 e la determina per il pagamento è stata fatta il giorno dopo, mentre anche la legge finanziaria dell’epoca concedeva un intero anno per pagare la cifra utilizzando l’avanzo di amministrazione».

«AMARO IN BOCCA». «Resta ovviamente l’amaro in bocca, pensando alle opere che si sarebbero potute realizzare con quella cifra», chiosa il consigliere Ceschi. «Se il sindaco ci avesse ascoltato probabilmente ora l’epilogo sarebbe stato decisamente diverso».

Lino Cattabianchi
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