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12.07.2018

Aria da stadio in festa per il neo sindaco Brizzi

Roberto Brizzi indossa la fascia di sindaco di Bussolengo FOTO AMATO
Roberto Brizzi indossa la fascia di sindaco di Bussolengo FOTO AMATO

Serata inaugurale dell’amministrazione Brizzi, in una sala consiliare gremita in ogni ordine di posti. Vecchi e nuovi, vincitori e vinti alla balaustra dell’aula consiliare: le magliette granata del variegato squadrone vincitore, con lo slogan della campagna elettorale «Bussolengo è di tutti», portate orgogliosamente. Raggruppato, invece, come un reparto militare in attesa, «lo squadrone della Bosca», con gli ex consiglieri e assessori Roberto Pizzini, Cristiano Fontana, Annalisa Scaramuzzi, Katia Facci. In aula si sono viste grandi strette di mano e saluti tra i nuovi della maggioranza e i consiglieri di opposizione. L’ex sindaco Paola Boscaini, in completino bianco con giacca a fiori rosa, è stata la prima a sedersi accanto ai suoi eletti, Lucio Bonadimani e a Nadia Segala che ha preso subito posto nella scranno del presidente. Ora è lei a dirigere i lavori del primo tempo dell’amministrazione: abito nero, voce ferma, la farmacista ha dato il via alla seduta. Che però si è fermata subito per diffondere l’inno d’Italia: purtroppo la registrazione non funziona e si deve rimandare alla fine. Appello e prime formalità, guidate dal segretario comunale Massimiliano Spagnuolo, sono scivolate via senza intoppi: la convalida degli eletti ha ricevuto la prima unanimità del Consiglio. «È un doppio onore per me», ha esordito la presidente pro tempore Segala, «aprire i lavori del Consiglio. Sento questa responsabilità e credo che sia importante la partecipazione, un dovere verso l’amministrazione comunale di Bussolengo». Alle 20.40 in punto, Roberto Brizzi ha giurato sulla Costituzione ed è scattata la standing ovation per il nuovo sindaco di forte matrice popolare che ha fatto suoi i temi delle periferie, degli emarginati, dell’handicap. Tutte situazioni che trovano riscontro anche negli «indirizzi generali di governo», ovvero le linee guida dell’amministrazione per i prossimi cinque anni. «Sindaco di tutti, nessuno escluso», è il proposito-motto del primo cittadino, che riscuote ancora applausi. Senza storia l’elezione del presidente del Consiglio, con una votazione segreta che aggiudica 15 voti al predestinato Stefano Ceschi: solo due le schede bianche. Anche questo passaggio è segnato da una scrosciante standing ovation e suggellato dall’abbraccio tra Giovanni Amantia, l’anima di destra della coalizione di Brizzi, e Stefanio Ceschi. Ceschi puntualizza e va subito al sodo, riepilogando il suo percorso politico: «Essere di centro-sinistra a Bussolengo non è cosa facile: in questi anni, grazie a voi e al lavoro fatto insieme, abbiamo guadagnato il rispetto di molti cittadini e la credibilità che ci ha consentito di arrivare dove siamo ora». Un discorso che Amantia coglie al volo per ribadire: «La nostra è una storia simile: abbiamo trascorso anni tra il pubblico a studiare il Consiglio comunale. In Ceschi vedo il lato bello della politica: passione, competenza, sacrificio, spirito di servizio. Quando qualche giovane mi chiede cosa deve fare per entrare in politica, gli dico: “Guarda cosa ha fatto Ceschi”». Una legittimazione in piena regola. Vice presidente Silvio Salizzoni della Lega, al secondo tentativo, che la spunta su Nadia Segala. Otto i gruppi consiliari: Paola Boscaini va nel gruppo misto. Finale patriottico: tutti in piedi per l’Inno d’Italia. •

Lino Cattabianchi
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