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mercoledì, 14 novembre 2018

Addio a Piccoli Innovatore libero e coraggioso

Dario Piccoli

Si è spento a 93 anni Dario Piccoli, il primo direttore del mercato ortofrutticolo di Bussolengo. La cerimonia funebre si terrà domani, alle 10.30, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Piccoli ha svolto il ruolo di direttore dal 1959 al 1988 del «mercato delle pesche», che ha avuto sede, per quasi trent’anni, in piazzale Vittorio Veneto, a due passi dall’antica chiesa di San Valentino. Piccoli, insegnante negli istituti agrari, è stato fautore della modernizzazione dell’agricoltura locale, organizzando anche corsi serali dedicati ai contadini. Negli anni Settanta, anche grazie all’opera del professor Piccoli, vennero introdotte molte nuove varietà di pesche e nettarine. Allora si piantavano pescheti di Spring Time, Red Haven, Fayette, Spring Lady, Michelini, Elegant Lady, Crest Haven e via elencando. La produzione aumentò di molto e il mercato di Bussolengo divenne una realtà di primaria importanza. Piccoli è stato anche tra i pionieri della promozione commerciale delle pesche di Bussolengo. «Mi piange il cuore», commentava Piccoli qualche mese fa, «nel sentir dire che il mercato ortofrutticolo intercomunale di Bussolengo e Pescantina stenta. E che molti produttori si rivolgono direttamente ad aziende commerciali private perché spuntano prezzi migliori». Piccoli è stato pure testimone e protagonista della Liberazione di Bussolengo. Fu scelto dal parroco dell’epoca, don Francesco Lonardi, per tenere il collegamento tra parrocchia e rappresentanti del Comitato di Liberazione che si riunivano negli edifici della tenuta di località San Francesco che si trova tuttora lungo la ex statale 11. Lo scopo di don Francesco, dopo tanti lutti e dolori, era di evitare ulteriori spargimenti di sangue. In una di quelle riunioni, in località San Francesco, si stabilì di organizzare a Bussolengo, il 26 aprile, la sfilata per festeggiare la Liberazione. L’evento si svolse effettivamente, così com’era stato deciso. A Bussolengo i nazisti fino all’ultimo hanno seminato morte. Proprio il 26 aprile, prima di andarsene definitivamente, ammazzarono tre persone del paese a sangue freddo. •