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martedì, 25 settembre 2018

Asilo gestito a metà dai privati I genitori snobbano il dibattito

I genitori davanti all’asilo Sabin con uno striscione di protesta FOTO AMATO

C’erano più amministratori e attivisti dei movimenti politici che genitori ai due eventi per discutere della parziale esternalizzazione del nido comunale Sabin di via Monte Ortigara. All’incontro informativo sui cambiamenti del nido convocato venerdì sera in municipio dall’amministrazione comunale, c’erano quattro genitori a fronte di dieci tra amministratori, funzionari ed educatrici del Comune. Una decina di genitori e bambini (oltre a una dozzina di esponenti politici) era invece alla manifestazione di ieri mattina davanti all’asilo nido, promossa dai consiglieri di minoranza Martina Gambacorta e Anna Falavigna della lista civica Progetto Civico Taioli e Massimo Giarola del Pd-Lista Innovattiva, contro la prevista gestione mista del nido comunale e l’inserimento a novembre prossimo di un privato per la sezione dei bambini piccoli. La scarsa partecipazione dei genitori ai due incontri può essere il segnale di due cose. La prima è il contenuto interesse delle famiglie dei 46 bambini frequentanti il nido nei riguardi del cambiamento deciso dal Comune. La seconda è che le 14 famiglie interessate alla novità (tanti sono i bimbi della sezione la cui gestione viene esternalizzata) non vedono nel cambiamento problemi e possibili ripercussioni sulla qualità del servizio. I genitori in sit in davanti al nido hanno espresso le loro preoccupazioni per il cambio di rotta. «La gestione totalmente pubblica funzionava e le educatrici erano professionalmente valide, perché cambiare?», chiedeva la madre di un bimbo. «Contestiamo le tempistiche affrettate», dicono Gambacorta e Falavigna. «Sarebbe stato meglio attendere il prossimo anno educativo l’anno. Non è poi chiaro il motivo per cui si sia deciso il cambiamento di un servizio pubblico di elevata qualità pienamente inserito nel territorio e in grado di gestire efficacemente anche minori con problematiche». Il pediatra di famiglia Diego Todeschini pone un altro problema: «Il privato si rapporterà con il servizi socio-sanitari per l’infanzia, collaborazione che aveva risolto tanti casi in precedenza?». Il «salto nel buio» (così ha definito l’innovazione uno dei genitori all’incontro di venerdì sera), secondo le parole del sindaco Attilio Gastaldello, non dovrebbe portare al ribasso la qualità del servizio del nido. «Non è un salto nel buio perché questa scelta è stata fatta dalla maggior parte dei comuni della provincia e, su questo versante, il nostro ente è in ritardo», ha detto il sindaco venerdì sera. «È una scelta sperimentata con risultati positivi e consolidati. Sarebbe stato più semplice esternalizzare tutto, ma non abbiamo voluto percorrere questa strada. Ci attendiamo un miglioramento del servizio attraverso la valorizzazione delle risorse e il controllo dell’attività anche di pianificazione che rimane in capo all’amministrazione comunale». Massima attenzione nella fasi di avvio e di funzionamento è stata annunciata anche dall’assessore Debora Lerin, che ha spiegato come la decisione sia dovuta alla carenza di educatrici. «Il coordinamento delle educatrici vecchie e nuove sarà del comune, comprese le quattro nuove entrate in organico il primo settembre che potranno forse essere confermate nella loro posizione da colui che si aggiudicherà l’appalto», ha spiegato l’assessore. «Il personale comunale del nido è incaricato di “accompagnare” l’innovazione». Il bando comunale per l’affidamento da novembre 2018 e per i due successivi anni educativi della gestione di una sezione del nido Sabin e del servizio di ausiliariato per l’intera struttura prevede che venga affidata all’esterno la sezione dei piccoli, composta da 14 utenti. All’amministrazione comunale rimangono anche i compiti di programmazione, di controllo e vigilanza sulla gestione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA