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28.05.2015

Un ventiduenne fotografa il «mostro» del lago di Garda

L'immagine scattata da Edoardo Castaldelli
L'immagine scattata da Edoardo Castaldelli

Il mostro del lago torna a colpire, affascinando chi ha sempre sperato che nelle profonde acque del lago potesse nascondersi un bell'esemplare di Nessie nostrano. Ipotesi che aveva attirato sul Garda la troupe di «Mistero», trasmissione di Italia 1, e la tivù tedesca Zdf.
Ora il mostro di Loch Ness in salsa gardesana, battezzato Bennie (diminutivo di Beneco), si è rifatto vivo, apparendo domenica scorsa verso le 10 a Edoardo Castaldelli, un ventiduenne di Cecina, frazione di Toscolano Maderno.
«Mi sono affacciato alla finestra di casa per scattare una foto del lago da inviare ai miei amici con WhatsApp», racconta Castaldelli. «Mentre guardavo nell'inquadratura e cliccavo ho visto uscire improvvisamente dall'acqua una “cosa" grossa come una barca che dopo un istante si è inabissata sparendo dalla vista, ma è rimasta impressa nella fotografia». E aggiunge: «Ho continuato a guardare il lago ma non c'era più niente: nessuna barca, nemmeno a distanza, niente di niente». La foto, però, è sgranata. E se gli appassionati di mostri e affini giurano di riconoscere in quella sagoma scura una grossa testa, un breve collo e un corpo con due pinne laterali, le persone normali vedono solo una macchia nera allungata e gli scettici un «mostro» costruito ad arte usando Photoshop. Ma un fattore depone a favore della buona fede dell'avvistatore: l'essersi esposto con nome e cognome. Segno che qualcosa ha visto. «Sono sicuro che non era una barca, né un'onda né un pesce», assicura Castaldelli. La foto ha iniziato a girare su Internet, suscitando anche l'interesse degli esperti. Armando Bellelli, studioso di Desenzano che coniò per il mostro il nome «Bennie», non ha dubbi: «Quando una persona “ci mette la faccia" dicendo nome e cognome la sua testimonianza va presa sul serio. Sicuramente ha visto qualcosa». Angelo Modina, subacqueo professionista di Toscolano, ricorda che proprio in quel punto del lago filmò sui fondali degli strani buchi che sembravano tane. «A una prima occhiata», ipotizza riferendosi alla foto, «a giudicare dalle proporzioni e dalla distanza, la sagoma dovrebbe misurare una ventina di metri».
Un bestione, quindi, una sorta di balena lacustre, che giocherebbe a nascondino da parecchi anni con i suoi avvistatori, spaventandoli e incuriosendoli. Andrea Torresani, giornalista, direttore del Corriere della Riviera e ideatore del Museo del mostro del lago (in una sala del ristorante 883 a Garda), è cauto: «Questa foto potrebbe essere tutto o niente», afferma. «Non metto in dubbio che Castaldelli abbia visto qualcosa di strano, ma l'immagine non fa luce sul mostro, che a mio parere è un pesce siluro gigantesco». E ricorda la testimonianza di due ragazzi di Bardolino che un anno fa erano andati a pescare in un canneto sotto la Rocca di Garda e si erano spaventati perché improvvisamente avevano visto un pesce di tre metri nuotare alla ricerca di anatre. Ricorda poi che dal 2001 ad oggi sono stati fatti una quindicina di avvistamenti. A iniziare dal primo, quando due sub, a 25 metri di profondità, avevano avvistato un animale di 5 metri a Gargnano. Scalpore aveva suscitato anche l'avvistamento di un albergatore di Garda che dalla Rocca aveva visto con il binocolo verso Pal del Vo' «una massa sinuosa muoversi».
Ma l'avvistamento che aveva colpito di più era stato quello di una madre e di suo figlio di 9 anni, apparsi sul nostro giornale con nome e cognome. Si erano fermati sul ciglio della Gardesana, all'altezza della Baia delle Sirene a Garda per un problema all'auto. Era il 2013. Improvvisamente avevano visto emergere «un pesce serpente con la testa da capodoglio, lungo 14-15 metri», hanno raccontato. Che nel frattempo potrebbe essere cresciuto.

Chiara Tajoli
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