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lunedì, 19 novembre 2018

Sei Comuni contro Italpollina «Basta proroghe, via la puzza»

Dimostrazione di protesta organizzata a fine maggio dal comitato Pro Life

Arginare la puzza. Farla finita con l’odore acre che in certe ore del giorno o della notte disturba il quieto vivere dei residenti e le vacanze dei turisti sul Garda, pregiudica il lavoro, rovina il sonno. E farlo in fretta, dopo mesi e mesi che il problema persiste. Lo chiedono a gran voce a Italpollina, l’azienda che in località Groletta dagli anni Settanta trasforma le deiezioni avicole in fertilizzanti, l’amministrazione comunale di Rivoli insieme alle amministrazioni di Affi, Costermano, Caprino, Garda, Bardolino e il comitato di cittadini Pro Life guidato dal presidente Luigi Boldo. «La situazione è diventata insostenibile, serve un cambio di rotta», sottolinea il primo cittadino rivolese, Armando Luchesa. «I cittadini finora sono stati vittime inerti, sono esasperati e non accettano più scuse» aggiunge Boldo a nome di Pro Life. «Hanno il diritto di respirare aria sana e pulita, non nauseabonda e di dire basta alla puzza». La soluzione, però, dopo assemblee pubbliche, cortei di protesta, dichiarazioni e promesse della ditta, riunioni tecniche in Provincia, non sembra dietro l’angolo. Tant’è che Italpollina, per la messa punto dei nuovi impianti e una derivante risoluzione del problema odorigeno tanto auspicata, lo scorso 27 agosto alla conferenza dei servizi a Verona ha chiesto agli uffici provinciali altri sessanta giorni a disposizione. Motivazione: la messa a regime di macchinari tanto complessi è cosa altrettanto complessa e non sarebbe tecnicamente possibile in minor tempo. Un altro rinvio, però, l’azienda l’aveva ottenuto anche lo scorso 26 giugno, arrivando al 30 agosto come data di ultimazione dei macchinari. Così stavolta la proroga è stata concessa dalla Provincia per venti giorni soltanto, ossia fino al 21 settembre. D’accordo i sindaci di Garda, Affi, Bardolino e i vice sindaci di Costermano e Caprino, che hanno partecipato alla conferenza dei servizi - convocata per riesaminare l’Autorizzazione unica ambientale (Aua), non per analizzare nel dettaglio la problematica odorigena - su invito del primo cittadino di Rivoli. «Noi ci siamo ripromessi di tenerli aggiornati sulla questione e loro chiedono di essere coinvolti, pertanto invitarli a partecipare a questo incontro era il minimo», precisa Luchesa. La puzza, del resto, non conosce confini territoriali e il disagio è esteso in più punti. «Il Comune di Rivoli è sempre stato chiaro, anche con l’azienda», continua il sindaco. «O il problema degli odori si rivolve oppure saremo costretti a prendere provvedimenti, cosa che speriamo si possa evitare. Non possiamo continuare a subire e stare a guardare, passando di proroga in proroga. Ormai sono almeno 15 o 18 mesi che andiamo avanti così». Luchesa sfonda una porta aperta con i membri del comitato Pro Life. «Siamo alle solite, prendere tempo», sottolinea il presidente Boldo. «La Provincia ha concesso un’ulteriore proroga fino al 21 settembre nonostante l’azienda non abbia dato garanzie di risolvere il problema di odori e inquinamento ambientale. Noi diciamo che ora è finito il tempo delle proroghe. Basta scusanti e promesse mai mantenute, è una storia che dura da 40 anni. A nostro avviso, il modo di operare dell’azienda non cambia: promettere e pretendere che la comunità si accontenti dei proclami». Nel frattempo, il Comune promette: «In questi giorni monitoreremo la situazione e verificheremo che tutto avvenga come da programmi», conclude il sindaco. •