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03.08.2018

Venditori abusivi in fuga tra i turisti sulle spiagge

Un venditore abusivo prepara la merce da vendere
Un venditore abusivo prepara la merce da vendere

Giornata movimentata sulle spiagge di Peschiera, Lazise e Castelnuovo, dove i bagnanti hanno assistito alla fuga dei venditori abusivi, impegnati in uno slalom a tutta velocità tra i turisti. Dietro di loro i carabinieri della compagnia di Peschiera del Garda, impegnati nell’Action day, giornata dedicata alla lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale. Nessuno, però, si è fatto male durante il blitz. Consci del fatto che in queste occasioni i venditori si lanciano a tutta velocità, incuranti dei passanti, per cercare una via di fuga, i carabinieri si sono organizzati per evitare che i turisti venissero travolti, fermando i fuggitivi dopo pochi metri, Un placcaggio deciso e non facile, perché si tratta spesso di ragazzi pieni di energia che in queste occasioni rivelano sorprendenti doti da centometristi. Alla vista delle divise apparse in alcuni tratti del lungolago, soprattutto a Peschiera dove la presenza di commercianti abusivi è elevata perché c’è la stazione ferroviaria, i commercianti abusivi hanno subito cercato di sottrarsi al controllo. Raccolta velocemente la merce in un fagotto, i venditori si sono lanciati in una corsa sfrenata fra gli ignari bagnanti intenti a rilassarsi sulla spiaggia. Ingente il sequestro di merce: borse, portafogli, occhiali, braccialetti, collane, cappelli, puntatori laser, ma anche cataloghi di tatuaggi fra cui scegliere quello da imprimere sulla pelle con modalità tutt’altro che igieniche. Tutto materiale che ora verrà distrutto. Quattro cittadini senegalesi sono stati denunciati perché vendevano prodotti con marchio contraffatto, mentre ad altri quattro africani sono state elevate contravvenzioni per un importo complessivo di 20 mila euro (5 mila euro di multa a testa), per aver esercitato il commercio abusivo. Il valore degli oltre settecento articoli sequestrati è di circa 4 mila euro. Chiaro, però, che tutti gli articoli sarebbero poi stati sicuramente venduti ai turisti lacustri a un prezzo più alto. •

Chiara Tajoli
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