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28.01.2018

Tav, il progetto dei supertreni fermo alla Corte

«La delibera sul progetto definitivo della Tav Brescia - Verona è ancora nella fase istruttoria e in attesa dei chiarimenti richiesti». L’ufficio stampa della Corte dei conti ha smentito così la notizia che dava per superato l’ultimo scoglio per far diventare effettiva, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, la delibera con cui a luglio il Cipe ha approvato il progetto definitivo della tratta dell’alta velocità, lotto Brescia est-Verona. La notizia era stata diffusa sulla stampa dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini, avallate dalle informazioni comparse sul sito del Cipe e poi misteriosamente modificate. Ieri mattina il Coordinamento no Tav Brescia - Verona ha organizzato una conferenza al Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera per far luce sull’accaduto e tranquillizzare le centinaia di cittadini coinvolti dagli espropri, che per ora possono continuare a sperare in un cambio di rotta. A rappresentare i frati del santuario, attivi nella battaglia no Tav, c’era il rettore padre Giovanni Di Maria. A dicembre la Corte aveva sospeso l’istruttoria per «incompletezza documentale», chiedendo integrazioni al ministero dell’Economia e delle Finanze. Integrazioni date per inviate dall’amministratore delegato di Fs, mentre la Corte ha messo un freno alla scia di proclami dichiarando di essere ancora «in attesa dei chiarimenti richiesti». Questa vicenda, hanno osservato i no Tav, «ha fatto emergere una situazione di scarsa trasparenza». Il portavoce Renato Peretti ha poi ricordato le trivellazioni compiute di recente soprattutto nel Bresciano, «fatte in deroga alle normative», e ha ammonito i sindaci dei Comuni lungo la tratta: «Ci auguriamo comincino a esercitare il loro ruolo, che non è aspettare che le cose succedano, ma verificare che il loro territorio venga rispettato». Il legale del Coordinamento Fausto Scappini ha parlato delle prossime azioni, in primis l’udienza di metà febbraio al Consiglio di Stato, chiamato a decidere sulla regolarità degli atti che hanno portato al progetto definitivo della Tav. Sull’altro fronte, se la Corte dei conti apporrà il visto contabile alla delibera, il Coordinamento è pronto a fare un nuovo ricorso al Tar del Lazio impugnando il progetto e chiedendo la sospensione del provvedimento. • K.F.

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