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05.01.2018

Presepi intagliati nei pezzi di legno Folla di visitatori

Uno dei particolarissimi presepi intagliati nel legno in mostra a Porta Brescia   FOTO PECORA
Uno dei particolarissimi presepi intagliati nel legno in mostra a Porta Brescia FOTO PECORA

Katia Ferraro Radici di legno scolpite con maestria e attenzione ai minimi particolari, villaggi abbarbicati in cima a scogliere o montagne, a seconda di quello che la fantasia suggerisce, e poi grotte, scalinate e colonne che sembrano essere uscite direttamente dal legno. Sono i presepi intagliati nel legno esposti fino a domenica 7 nella sala sotto Porta Brescia, a Peschiera. In mostra le creazioni degli arilicensi Gaetano Isacchini, Mario Tonoli e Angelo Caldogno e del bardolinese Luigi Mancini. Ad accogliere i visitatori, è il «veterano» Isacchini, che da circa 40 anni mette a frutto questo suo talento, iniziato quasi per caso, recuperando sul lungolago di Peschiera un grosso tronco. «Iniziai a scolpirlo partendo dalla grotta della Natività e nei tre anni successivi aggiunsi nuovi particolari», racconta Isacchini, «poi, visto il risultato, cominciai a mettere in pratica quest’arte». Da allora non si è più fermato. Oggi, alla soglia di 83 anni, crea un presepe all’anno. Le sue opere si possono ammirare ma non comprare: dei circa 30 presepi realizzati in queste festività, la maggior parte è stata esposta a Peschiera (sotto Porta Brescia e in municipio), un paio sono stati prestati a Caprino, altri a Bussolengo, Sanguinetto e anche a Imola. «La passione di intagliare il legno è nata da bambino», spiega Isacchini, «una volta non c’erano giocattoli, bisognava crearseli». Quello che sa di quest’arte, l’ha imparato da solo anche perché di professione ha fatto tutt’altro: ha infatti lavorato nell’amministrazione di una ditta di confezioni. Un po’ come Michelangelo faceva con il marmo, lui «libera» i suoi presepi dal legno. «È la stessa radice a suggerirmi il movimento del presepe che vado a realizzare», illustra. Le sue opere sono nate recuperando e dando nuova vita a grossi pezzi di platano, ulivo, noce e robinia. «Molti li ho ottenuti durante i lavori di disboscamento di Forte Ardietti, durante operazioni di manutenzione e pulizia dell’area», ricorda Isacchini, che faceva parte del gruppo di volontari arilicensi che si prendeva cura del Forte prima che passasse di proprietà del Comune di Ponti sul Mincio. La mostra, a ingresso libero, è patrocinata dal Comune e aperta fino a domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30. •

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