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07.01.2018

Nei presepi le corti contadine e la casa del pane

Un particolare della Natività di San Martino Vescovo FOTO PECORA
Un particolare della Natività di San Martino Vescovo FOTO PECORA

Tradizione, passione, arte manuale e fantasia. Per fare un buon presepe servono questi ingredienti: lo sanno bene Walter e Gabriele, che da oltre dieci anni si occupano di realizzare il presepe nella chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo a Peschiera del Garda, aiutati nell’installazione da un gruppo di amici. La loro è una passione nata quando erano bambini e che si è affinata col tempo anche partecipando a corsi di tecniche presepistiche. Quest’ anno il presepe, che rimarrà allestito fino a domenica 14 gennaio, è stato assemblato rimodulando quello realizzato lo scorso anno. Lo scenario è quello di una corte contadina con la stalla della Natività in primo piano e, sullo sfondo, due volti che fanno intravedere scorci di un villaggio montano. «Questo presepe e quello dell’anno scorso sono quelli a cui sono più affezionato, perché sono più evoluti nelle tecniche utilizzate e quindi nel risultato», ammette Gabriele. «È una passione che ci esalta, la conclusione del presepe ci dà già l’idea per quello dell’anno successivo», gli fa eco Walter. E in effetti l’idea per il prossimo presepe c’è già: «Sarà totalmente nuovo», anticipano i due amici, «speriamo sempre che forze nuove si uniscano per portare avanti questa tradizione». ORIGINALE anche il presepe del Santuario della Madonna del Frassino, realizzato in una sala del secondo chiostro del santuario e che si potrà visitare fino al 2 febbraio. Il tema attorno a cui ruota prende spunto dall’etimologia ebraica della parola Betlemme, città natale di Gesù, che significa «casa del pane». Lo ricorda il suo ideatore fra’ Paolo, al santuario da 11 anni con la funzione di sacrestano addetto all’accoglienza dei pellegrini. Il richiamo al pane c’è nel campo di frumento e nel cesto di pane vicino alla capanna, ma anche nella culla di Gesù realizzata con pasta di pane. «Il presepe è stato realizzato partendo da materiale portato dai fedeli», illustra fra’ Paolo. Oltre al bue, all’asinello e alle pecore, ci sono anche due cagnolini, un gatto, una civetta, uccelli, anatroccoli e pulcini. Il presepe è arricchito dai suoni, novità di quest’anno: si sentono i versi degli animali, la campana, il pianto di Gesù consolato dal canto di Maria. «Tra i miei collaboratori», conclude fra’ Paolo sorridendo, «ci sono state anche due bimbe che hanno realizzato la scritta sulla porta d’ingresso: Betlemme, casa del pane». • K.F.

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