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22.09.2017

«Le nostre mura»,
incontro e mostra
per scoprire i segreti

«Le nostre mura dalla storia al restauro»: è il titolo della conferenza in programma a Peschiera del Garda domani a partire dalle 17.30 nella sala civica del Palazzo dei Provveditori in piazza San Marco. Fulcro della conferenza, aperta a tutta la cittadinanza e ad ingresso libero, sarà la condivisione degli esiti dello studio storico-archivistico e sullo stato di salute della fortezza arilicense condotto dall’architetto Alessandro Bazzoffia e dall’ingegner Marco Spezia.

L’incontro si aprirà con i saluti della sindaca Maria Orietta Gaiulli a cui seguirà la relazione dell’architetto Bazzoffia supportata da slide e fotografie. A corredo saranno esposte le tavole del progetto di recupero della fortezza e la mostra «Città e fortezze che possiede la Serenissima Signoria di Venezia in terraferma nel primo ‘600».

Curata dallo stesso Bazzoffia, la mostra sarà un viaggio attraverso i disegni dell’architetto militare Francesco Tensini alla quale la Repubblica di Venezia commissionò i progetti di potenziamento delle fortezze di diverse città controllate per resistere alle nuove armi da fuoco.

«Lo studio commissionato all’architetto Bazzoffia ha avuto l’obiettivo di valutare lo stato attuale delle mura e le modalità di messa in sicurezza e recupero strutturale», ricorda il vicesindaco Filippo Gavazzoni.

«Sono state condotte analisi biochimico e fisiche su malte, laterizi e pietre, termografiche per capire le differenze di temperatura tra le diverse parti delle mura ed esami con il laser scanner per meglio comprenderne la morfologia», prosegue Gavazzoni. La mostra in sala civica rimarrà aperta anche domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con la volontà di riproporla per un periodo più lungo in primavera.

Sarà poi itinerante: lo scopo è ospitarla nelle altre città le cui fortezze sono entrate insieme quella di Peschiera nel sito transnazionale Unesco denominato «Le opere di difesa veneziane tra 16° e 17° secolo» (Bergamo e Palmanova in Italia, Zara e Sebenico in Croazia e Cattaro in Montenegro). «Tra i doveri che raccomanda l’Unesco c’è anche la divulgazione storica», sottolinea Gavazzoni, «con questa iniziativa cominciamo a fare la nostra parte, sperando poi di continuare con altri appuntamenti». K.F.

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