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17.11.2017

In duemila
in cantiere
nel 1549

La fortezza veneziana di Peschiera fu eretta sulla cinta muraria scaligera, a sua volta realizzata su preesistenze del periodo romano. Nel Quattrocento la piazzaforte arilicense passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia che rinnovò le fortificazioni secondo i criteri architettonici militari dell’epoca: con bastioni e cortine di muro e terra circondate da ampi fossati. L’idea di creare una fortezza «alla moderna» anche a Peschiera, ha ricordato durante la conferenza l’architetto Alessandro Bazzoffia, venne nel 1517 al provveditore generale Andrea Gritti (di Bardolino) che, divenuto doge, si avvalse del contributo progettuale di Francesco Maria della Rovere, dal 1523 governatore generale delle milizie venete, a cui successe il figlio Guidobaldo II della Rovere che approvò la forma pentagonale della fortezza. Il via libera al progetto e quindi alla realizzazione si ebbe nel 1549 con il generale Giulio Savorgnan, provveditore alle fortezze. «A Peschiera c’erano più di duemila operai al lavoro, tra cavatori e muratori», ha raccontato Bazzoffia, citando tre nomi di muratori elencati una delibera del 1551: Oliviero da Lugano, Bernardino Veronesi e Andrea Cominetto da Peschiera. All’inizio del ’600 l’architetto Francesco Tensini condusse studi per potenziare ulteriormente la città.. K.F.

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