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15.02.2018

Danni al gelseto il Comitato manda un esposto

Il gelseto che è stato sottoposto alla drastica potatura
Il gelseto che è stato sottoposto alla drastica potatura

Continua la battaglia delle associazioni ambientaliste contro il nuovo intervento sui filari di gelso in località Feniletto, a Peschiera del Garda. Da un lato c’è chi vuole sottrarre alla monocoltura vitivinicola un terreno testimone di un’epoca in cui l’economia locale si basava anche sulla produzione della seta e le foglie di gelso costituivano l’alimento dei bachi, mentre dall’altro i nuovi proprietari dell’area sono intenzionati a metterla a reddito con remunerativi vitigni di Lugana. L’ultimo episodio si è aperto alla fine di gennaio con la capitozzatura dei gelsi da parte della proprietà, con il taglio cioè di tutti i rami agli alberi, i cui tronchi appaiono ora anonimi moncherini. Ma i gelsi non potevano essere toccati, almeno non in questo momento, aveva spiegato a L’Arena il responsabile dell’ufficio comunale preposto a seguire l’intervento di conversione agricola del terreno. Dopo la condanna pubblica lanciata da associazioni e cittadini riuniti nel Coordinamento Garda, il Comitato Parco colline moreniche del Garda ha inviato anche un «esposto con richiesta di intervento» al Comune di Peschiera e per conoscenza a una decina di recapiti tra cui Procura, Soprintendenza e carabinieri forestali di Verona, uffici regionali e provinciali. Nella lettera il presidente del Comitato Emilio Crosato rileva come l’ordinanza emanata dal Comune lo scorso 15 gennaio nei confronti delle proprietà che si affacciano su via del Pilandro sia stata usata come grimaldello per eseguire interventi più corposi e non autorizzati. Scrive Crosato: «I lavori descritti (la capitozzatura, ndr) interessano le alberature che si trovano all’interno dei terreni e ben lontane dalla strada, contrariamente a quanto prescritto nell’ordinanza, che impone l’intervento urgente per la messa in sicurezza di alcuni rami pericolosi ricadenti sulla strada pubblica». Dopo una lunga disamina, Crosato auspica che il Comune «una volta appurate eventuali responsabilità non solo di carattere amministrativo e penale ma anche etico e sociale, voglia prendere provvedimenti esemplari». Va ricordato che l’area non è sottoposta a vincolo paesaggistico, ma risulta tuttora in corso da parte della Regione Veneto la valutazione per attribuire ai filari di gelso il vincolo storico - monumentale: iter avviato solo un anno fa con la richiesta presentata dal Comune in seguito al sollecito di cittadini e associazioni ambientaliste. Sulla capitozzatura interviene anche Mario Spezia, presidente dell’associazione Il Carpino: «Il danno ormai c’è e a questo punto resta poco da fare: tutti, compreso il Comune, faranno finta di stracciarsi le vesti, ma non ci sarà alcun colpevole», osserva, denunciando il mancato controllo da parte di istituzioni e forze di polizia preposte, ed elenca: «Tra queste si sono il Comune e carabinieri forestali, che in seguito alle segnalazioni avrebbero dovuto intervenire immediatamente dato il loro compito istituzionale». •

Katia Ferraro
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