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06.02.2018

Beni storici, nasce il comitato e raccoglie firme

Il Padiglione ufficiali, tra i beni interessati all’operazione
Il Padiglione ufficiali, tra i beni interessati all’operazione

Katia Ferraro È nato il «Comitato civico Peschiera del Garda per la salvaguardia dei beni pubblici e storici». Il riferimento è al progetto redatto dalla società veronese di gestione del risparmio Serenissima sgr spa per valorizzare buona parte del patrimonio storico (caserme La Rocca e XXX Maggio e Padiglione degli Ufficiali, gli ex beni demaniali oggi di proprietà di un fondo di Cassa depositi e prestiti) e pubblico (scuola media, ex casa di riposo Gandini) attraverso la creazione di un fondo immobiliare di investimento. «Il comitato», spiega la presidente Silvia Peruzzi, «è apartitico e fondato da cittadini di Peschiera che si oppongono alla possibile vendita dei beni senza la necessaria trasparenza e la partecipazione dei cittadini». «In particolare», aggiunge, «gli edifici della scuola media e dell’ex casa di riposo entreranno nella maxi operazione caserme senza benefici per il Comune». La contropartita consisterebbe nell’ottenere il rifacimento dell’edificio dell’ex casa di riposo e una nuova scuola vicino alla primaria di Porto Vecchio (su terreno con vincolo monumentale, che il Comune dovrebbe acquisire) in cambio della cessione dell’attuale media in riva al lago, al cui posto sorgerebbe un complesso residenziale. Il comitato si sta attivando per una raccolta firme. «Abbiamo chiesto i permessi per allestire gazebo durante il mercato», dice Peruzzi, «comunicheremo orari e luoghi sulla nostra pagina Fb». La volontà è presentare le sottoscrizioni che saranno raccolte al sindaco e al Consiglio. «Speriamo di influire o rallentare le decisioni». La sindaca Orietta Gaiulli non ci sta e definisce «fandonie» le informazioni fatte circolare dal comitato. «È una bugia dire che i beni storici sono stati svenduti, non sono mai stati del Comune», replica in riferimento alla lettera ai cittadini comparsa sulla pagina Fb del comitato, dicendosi infastidita dalle «allusioni ai vantaggi economici che qualcuno, intendendo forse la sottoscritta, otterrebbe dal progetto». Assicura Gaiulli: «Il progetto lo presenteremo ai cittadini se e quando Serenissima ci fornirà la proposta definitiva, con numeri per valutare il vantaggio del Comune e su cui discutere prima di prendere decisioni. Il comitato sta strumentalizzando e non è vero che è apartitico». Sul piano pratico nulla sembra essersi smosso rispetto alla scorsa estate, quando Serenissima ha ripresentato al Comune il progetto con qualche modifica rispetto all’ anno precedente. «Stiamo procedendo nell’elaborazione in una situazione complessa per le parti coinvolte e la struttura del progetto», informa Franco Torra, responsabile gestione fondi immobiliari di Serenissima, «contiamo di chiudere a breve gli accordi con i soggetti d’intervento e poi torneremo dal Comune». Il primo atto formale atteso è la delibera con cui Cassa depositi e prestiti dichiarerà la disponibilità a mettere sul piatto i beni di epoca asburgica, la cui futura destinazione d’uso è definita da anni: turistico-ricettiva per le caserme e residenziale-commerciale per il Padiglione. Dovrà seguire delibera di Invimit sgr spa, società che fa capo al ministero dell’Economia e delle Finanze e che attraverso il fondo «i3Core», sottoscritto dall’Inail, metterebbe sul tavolo la quasi totalità del capitale per attuare il progetto di valorizzazione. Conclude Torra: «Serenissima è disponibile al confronto con qualsiasi comitato o assemblea». •

Katia Ferraro
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