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12.07.2018

Arrestato per due volte in due giorni, è in cella

Martedì non ha fatto in tempo a lasciare il tribunale dopo la direttissima che il libico, arrestato lunedì dai carabinieri di Lazise, è tornato nella stessa camera di sicurezza che aveva occupato la sera prima. Il motivo? Un furto ai bagnanti così come aveva fatto, riferiscono i militari dell’Arma, per giorni sulle spiagge del lungolago. È stato così arrestato per la seconda volta in due giorni e ora si trova in una cella di Montorio con l’accusa di rapina impropria. Rimarrà in carcere almeno fino ad ottobre quando riprenderà il processo a suo carico per la rapina, commessa martedì sul lungolago Arilicense a Peschiera ai danni di un turista e per il furto commesso a Lazise il giorno prima, subito fermato dai carabinieri di quel Comune dopo essersi tuffato nel lago. Al giovane libico, senza fissa dimora anche se lui dice di vivere a Milano, è andata male due giorni fa una volta uscito dalla caserma dei carabinieri di Peschiera dopo aver adempiuto alle ultime formalità come la riconsegna degli effetti personali. Era appena uscito dal tribunale dove aveva patteggiato una pena ad un anno per un furto commesso lunedì a Lazise. Una volta arrivata sul lungolago Arilicense, ha ripreso la sua attività come se non ne avesse già combinate troppe. E così ha atteso che un turista si allontanasse dalla sua postazione in spiaggia per rubargli lo zainetto, contenente portafogli, cellulare e documenti personali. Non deve aver agito con molta discrezione se è stato visto subito da un altro bagnante che ha avvertito il malcapitato, rimasto vicino al suo asciugamano. Il libico è stato così di nuovo inseguito e questa volta senza tuffo nel lago, è stato bloccato dalla stessa vittima del furto. Ne è nata una colluttazione, interrotta dai carabinieri che, nel frattempo erano stati avvertiti dagli altri turisti presenti in spiaggia. Si è così evitato che il turista subisse anche guai fisici sotto i colpi del libico che non aveva certo desistito dal suo furto nonostante fosse stato scoperto subito. Il libico è tornato così con le manette ai polsi nella caserma di Peschiera che aveva lasciato solo pochi minuti prima. Ieri mattina la direttissima in tribunale e poi il trasferimento in una cella del carcere di Montorio. •

G.CH.
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