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10.11.2012

Alla Rocca il museo nazionale  
della prima guerra mondiale

La caserma La Rocca: Roma punta a trasformarla in museo
La caserma La Rocca: Roma punta a trasformarla in museo
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Peschiera. La «XXX Maggio» come albergo della catena «Dimore d'Italia» e «La Rocca» sede del «Memoriale della Prima guerra mondiale».  Potrebbe essere questo il futuro delle due grandi caserme del centro storico di Peschiera del Garda oggetto, insieme al Padiglione grandi ufficiali, del progetto di valorizzazione attivato dall'Agenzia del demanio, proprietaria degli immobili, che entro l'anno dovrebbe istruire il bando d'asta per l'affidamento in concessione (50 anni) degli edifici. Nessuna novità per la XXX Maggio, per la quale il Protocollo firmato dallo stesso demanio il ministero dell'Economia e il Comune di Peschiera individuava già la destinazione turistico ricettiva e servizi. Il fatto nuovo è invece lo scenario che potrebbe attendere la Rocca: per lei, originariamente destinata all'ambito dell'accoglienza come la XXX Maggio, si affianca l'ipotesi di divenire sede del museo nazionale dedicato alla «Grande guerra».  Un progetto niente meno che della Presidenza del Consiglio dei Ministri, confermato dalle parole del sottosegretario Paolo Peluffo in un servizio della trasmissione Tg2Storie del 28 ottobre scorso. E ribadito a Roma due giorni fa nel corso della presentazione di «Dimore d'Italia»: nuovo sistema ricettivo nazionale incentrato su un network di strutture turistico-ricettive e servizi culturali insediati in architetture di pregio e in contesti di rilevanza storico-paesaggistica. Un progetto per il quale demanio e Investitalia hanno già selezionato un primo portafoglio di immobili pubblici potenzialmente idonei, di proprietà sia dello Stato che degli Enti territoriali, inseriti in accordi di valorizzazione come, appunto, quello sottoscritto con Peschiera del Garda nel 2010.  «Il modello seguito è quello dei “Paradores” spagnoli: dimore di pregio storico o architettonico trasformate per farle diventare attrattori di un turismo culturale e dunque motori delle economie locali», spiega l'assessore all'urbanistica Walter Montresor che ha presentato a Roma il «caso Peschiera» citato ad esempio perché il processo di valorizzazione è in fase più avanzata. «E questo è il senso del progetto “Dimore d'Italia” che ci riguarda da vicino perché in questo contesto potrebbe rientrare la caserma XXX Maggio: secondo gli esperti presenti a Roma, inclusi i rappresentanti del ministero per i Beni ambientali, la ricchezza del patrimonio storico-architettonico rendono Peschiera un luogo idoneo ad intercettare flussi di turismo culturale che nel nostro Paese ad eccezione delle grandi città manca ancora». Ma a Roma Montresor ha raccolto anche la conferma del progetto della presidenza del Consiglio dei ministri per la Rocca Memoriale della Prima guerra mondiale. «Ragioniamo ancora a livello di progetto», dice, «dunque non si è parlato di superfici o quanta parte dell'immobile potrebbe diventare Memoriale. Il dato certo è che i funzionari del demanio e di Invitalia che l'hanno visitata, l'hanno ritenuta idonea a divenire spazio espositivo e il tema non avrebbe potuto essere altro che quello della “Grande guerra” visto e considerato che proprio qui a Peschiera se ne sono decise le sorti. Se così fosse sarebbe il coronamento di tante iniziative portate avanti da anni a livello locale per valorizzare quell'8 novembre del quale, a quanto pare, qualcuno sembra essersi accorto solo quest'anno». «Che il Governo nazionale in mezzo a tanti pasticci cerchi con la cittadinanza un rapporto di collaborazione e non solo di vessazione non può che essere positivo», commenta il sindaco Umberto Chincarini. «Se però questa è l'idea, sarebbe importante passare a una fase più concreta perché se la Rocca deve diventare sede museale occorre anche capire chi e come la dovrà gestire visto che non si può pensare sempre e solo al mondo del volontariato. Spero comunque che questo Memoriale non resti solo una dichiarazione d'intenti a scopo più o meno promozionale. E che se lo Stato sceglie di essere presente a Peschiera del Garda lo faccia in modo degno e forte e non con un annuncio televisivo che poi viene lasciato morire».

Giuditta Bolognesi
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