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25.02.2018

Via al comitato salva ospedale «Se chiude, perdiamo tutti»

All’ospedale di Malcesine ci sono ottanta posti letto, ma il futuro è a rischio
All’ospedale di Malcesine ci sono ottanta posti letto, ma il futuro è a rischio

Unire le forze del territorio con un unico obiettivo all'orizzonte: salvare l'ospedale di Malcesine. È questo il messaggio che più volte è stato lanciato venerdì scorso nell'assemblea pubblica di presentazione del Licssom, Libero comitato spontaneo salvataggio ospedale di Malcesine. La sala consiliare in municipio che ha ospitato l'incontro era affollata, a testimonianza dell’interesse per il futuro della struttura di Val di Sogno. Nella serata il comitato ha raccolto 150 sottoscrizioni a cui si aggiungono oltre mille firme sulla petizione on line su Change.org realizzata dal gruppo consiliare Vivere Malcesine. Il presidente Adriano Piffer ha sottolineato come il nosocomio melsineo – in cui sono presenti, confermati anche nelle schede ospedaliere della Regione, 80 posti letto tra riabilitazione fisiatrica, cardiologica e postumi della poliomielite – sia «la fabbrica più importante del Garda orientale. La struttura ha reali potenzialità per vendere servizi sanitari, sfruttando anche le presenze turistiche ma è chiusa in un forziere che non si vuole aprire. Con le istituzioni e le attività economiche del territorio», ha insistito Piffer, «vogliamo salvare l'ospedale dal reale pericolo di chiusura ». Timore cresciuto dopo la riorganizzazione delle Ulss venete, con la riabilitazione concentrata all'Orlandi di Bussolengo e il Magalini di Villafranca focalizzato come centro ospedaliero per gli acuti. Una situazione da cui Malcesine potrebbe uscire fortemente penalizzata. IL TURISMO. Per quanto riguarda l'aspetto turistico, Marco Treccani, presidente degli Albergatori di Malcesine (presente anche l'albergatore Marco Pallua) ha aggiunto come solo Malcesine porti ogni anno oltre un milione di presenze di turisti (5 milioni se si considera il bacino almeno fino a Bardolino) – per la maggior parte over 65 e giovani appassionati di sport estremi – che quindi necessitano di un «pronto soccorso efficiente che ad oggi non c'è», che vada al di là dell'attuale punto di primo intervento H24. Si è discusso anche sulla convenzione con la Provincia di Trento per il trasferimento dei pazienti in regime d'urgenza da Malcesine a Rovereto. Trento ha ratificato l'accordo a inizio anno. «Da allora non si sa più nulla; è calato il silenzio», ha ricordato Andrea Bassi, consigliere regionale di minoranza, presente in sala. Si è domandato dove sono finiti i 2,3 milioni di euro che mancano tra primo e secondo progetto di ristrutturazione dell'ospedale (da 3,1 milioni si è passati a 860mila euro). Soldi che secondo Gabriele Fagnani, delegato per i rapporti istituzionali dell'Aidm, Associazione interregionale disabili motori, sono tornati a disposizione dal dicembre scorso. NIENTE POLITICA. Damiano Bonomi, altro rappresentante del Licssom, ha ribadito come «il comitato sia nato dopo le politiche sanitarie che hanno penalizzato l'alto Garda, territorio che ha bisogno di una struttura sanitaria operativa. Per mantenerla e rilanciarla serve l'aiuto di tutti». Per Fabio Furioli, consigliere comunale di opposizione a Malcesine, «non si tratti di una questione politica. È una battaglia da portare avanti uniti. Siamo tutti coinvolti: qui o vinciamo o perdiamo tutti». In platea, alcuni amministratori, tra cui l'assessore comunale con delega alla Sanità Morena Strappazzon, l'assessore esterno Michela Barzoi e il consigliere di maggioranza Fabio Lamparelli. «Siamo venuti ad ascoltare con interesse le proposte del comitato», ha affermato Strappazzon. «L'impressione è che ci sia voglia di fare. Ne discuteremo senz'altro con l'amministrazione. Serve una formula giusta per lavorare uniti e raggiungere l'obiettivo. Una cosa è chiara: l'ospedale è di tutti». •

Emanuele Zanini
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