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10.02.2019

Tagli all’ospedale, diffida dei sindaci

Un interno dell’ospedale di Malcesine
Un interno dell’ospedale di Malcesine

I sindaci di Malcesine, Brenzone e Torri sono sul piede di guerra. Il taglio di 22 posti letto all’ospedale di Malcesine, deciso dall’Ulss 9 Scaligera, ha fatto infuriare gli amministratori dei tre paesi dell’alto Garda, tanto che venerdì hanno inviato ai vertici dell’azienda sanitaria veronese una lettera di diffida dalla riduzione dei posti letto alla struttura ospedaliera di Val di Sogno. La dura presa di posizione degli amministratori gardesani Claudio Bertuzzi, vicesindaco di Malcesine, Tommaso Bertoncelli e Stefano Nicotra, rispettivamente primi cittadini di Brenzone e Malcesine, arriva in seguito a una comunicazione interna dell’Ulss 9 - firmata da Grazia Cengia e da Gaspare Crimi, rispettivamente direttrice Uoc Direzione professioni sanitarie e direttore Dipartimento funzionale riabilitazione ospedale territorio. In quella lettera riservata si annuncia che da domani nell’ospedale di Malcesine potranno essere ospitati solo 58 pazienti: 28 nel padiglione A e 30 nel B; non più gli 80 finora previsti. Una decisione che l’Ulss 9 motiva con la mancata sostituzione di una decina tra infermieri e operatori socio sanitari a causa di svariate cessazioni, assenze per malattia e trasferimenti; inoltre pesa l’assenza di personale medico e infermieristico disposto ad accettare l’assunzione per andare a lavorare a Malcesine. Il taglio, secondo l’Ulss temporaneo, è finalizzato anche ad «adeguare la dotazione del personale infermieristico e di supporto presente nell’ospedale di Malcesine agli standard minimi previsti dalla normativa regionale, così salvaguardando la corretta assistenza e la sicurezza del paziente, nell’attesa dell’acquisizione del personale cessato o di lunga malattia». Ma gli amministratori locali non vogliono sentire ragioni e attaccano: «La motivazione del taglio dei posti avanzata dall’Ulss pare assolutamente inconsistente e comunque coinvolge anche altre strutture sanitarie esistenti in Veneto». La lettera è indirizzata al direttore generale Pietro Giarardi e agli altri dirigenti e intima: «Diffidiamo l’Ulss 9 dall’assumere questa iniziativa unilaterale, dal momento che le assenze del personale sono note da settimane o da mesi, e che una corretta programmazione del turn over (che si sarebbe invece potuta fare) avrebbe potuto consentire di limitare l’impatto di tali assenze sulla funzionalità della struttura». I sindaci aggiungono come le difficoltà nel reperire personale vadano superate «per evitare situazioni come quella già verificatasi per la riabilitazione cardiologica di Malcesine», chiusa ormai da novembre per mancanza di cardiologi. Bertuzzi, Bertoncelli e Nicotra chiedono quindi un incontro urgente per affrontare il problema e «cercare soluzioni meno impattanti per una struttura che ha già gravi problemi, a causa di carenze di personale non sostituito, e che è quindi in difficoltà nell’erogare correttamente i servizi sanitari come invece sarebbe doveroso». Furioso il vicesindaco di Malcesine, Claudio Bertuzzi: «Abbiamo saputo del taglio per caso. Nessuno ci aveva avvisato. Ci sentiamo presi in giro. Il problema del personale si sa da molto tempo. E riguardo alla mancanza di volontà del personale di venire a Malcesine, sarei curioso di visionare i bandi pubblicati e la lista delle graduatorie. Martedì scorso ero a Venezia in quinta commissione per chiedere lumi sulla situazione dell’ospedale e ancora una volta non ho ottenuto alcuna risposta. Vogliamo chiarezza sul destino della struttura di Val di Sogno una volta per tutte. È ora di finirla. Siamo stanchi». E aggiunge: «I sindaci continuano ad essere esclusi dal tavolo tecnico, che in oltre sei mesi non ha prodotto nulla. A questo punto è meglio chiuderlo». Anche per Tommaso Bertoncelli, primo cittadino di Brenzone, si poteva agire diversamente: «Attraverso il Comitato dei sindaci abbiamo avanzato precise richieste per potenziare l’ospedale (tra cui l’aggiunta di 20 posti letto per l’ospedale di comunità), che sono rimaste inascoltate», premette. «Ora i problemi evidenziati dall’Ulss sono convinto possano essere risolti, anche in breve tempo, con un’attenta gestione tecnica delle risorse da parte dei dirigenti dell’Ulss. Ma temo manchi la reale volontà politica regionale di tenere vivo il nostro ospedale». Per Stefano Nicotra, sindaco di Torri, il contenuto e il modo di agire dell’Ulss non è stato corretto. «L’azienda sanitaria non ha mai comunicato nulla ai sindaci né ha mai manifestato alcun problema preventivamente e neanche successivamente alla lettera. Non è rispettoso nei confronti delle istituzioni che rappresentano i cittadini e, soprattutto, danneggia i servizi sanitari offerti dall’ospedale», afferma Nicotra e conclude: «Quanto era stato promesso sull’ospedale di Malcesine è stato sistematicamente disatteso per volontà politica regionale, con ripercussioni a cascata sull’ Ulss e sui cittadini. Se non si rivedrà quanto deciso, ci coordineremo su quali azioni portare avanti in modo compatto con gli altri amministratori e con la popolazione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emanuele Zanini
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