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domenica, 18 novembre 2018

Ristoratore da trent’anni senza elettricità e acqua

Una vista del bar ristorante di Mario Manotti, in attesa dei collegamenti dell’Enel che, a sua volta, attende i pagamenti del Comune

È senza energia elettrica da quasi trent'anni da quando gestisce il bar ristorante Bocca Navene, situato nell’omonima località sul Baldo, sotto il Comune di Malcesine, al confine con il Trentino. I lavori per portare l’elettricità nell’area sono pressoché terminati ma tutto è fermo per questioni burocratiche sorte tra Comune e Enel. È ormai esasperato Mario Manotti, 57 anni, proprietario della struttura ricettiva aperta dal padre nel 1962, che porta il nome della località montana, situata a oltre 1.400 metri di altitudine, lungo la Strada Graziani. Per riuscire a mandare avanti l’attività e servire i clienti in maniera accettabile, l’esercente è costretto da sempre ad utilizzare un generatore – il quarto da quando gestisce, dal 1989, il locale – che consuma (e inquina) per dieci ore al giorno, bevendo trenta litri di nafta ogni giornata di utilizzo. Da tempo il ristoratore chiede lumi all’amministrazione comunale per capire come mai gli interventi di elettrificazione dell’area non siano stati attivati nonostante sia quasi tutto pronto, almeno sulla carta. «Le opere sono concluse da oltre un anno», ribadisce Manotti. «La cabina dell’energia elettrica, installata ad appena cinquanta metri dal ristorante, è stata costruita e completata da tempo. Le ultime tubature interrate che da Tratto Spino, all’altezza della stazione di arrivo della funivia di Malcesine, giungono lungo tre chilometri di tracciato alla cabina, sono state posate lo scorso anno, con il primo stralcio dei lavori iniziato addirittura tre anni fa». Manotti ha già provveduto, a proprie spese, ad allacciarsi con una tubatura dalla cabina alla propria struttura ricettiva. «Ma mancano gli allacciamenti elettrici e il trasformatore che consente di generare energia», sostiene amareggiato il ristoratore del Baldo, che tra l’altro deve arrangiarsi in qualche modo anche per le altre utenze. Senza allacciamenti all’acquedotto e alle fognature, è costretto a ricavare l’acqua da una sorgente situata lungo il sentiero del Ventrar, mentre al posto delle fogne sfrutta il bacino di alcune fosse biologiche che ha posizionato vicino alla struttura ricettiva. «Quando lo racconto a clienti e turisti rimangono allibiti», spiega Manotti che si appella al Comune. «In tutti questi anni le varie amministrazioni comunali non mi hanno garantito alcun servizio. Ho fatto domanda per l’energia elettrica oltre vent’anni fa. Ora, dopo anni di tribolazioni, credo che sia giunto il momento che ottenga i servizi essenziali per portare avanti l’attività». Il problema di fondo si annoda attorno a questioni burocratiche. È quanto sostiene l’amministrazione comunale. «Quando abbiamo iniziato ad amministrare il paese nel 2015, uno dei primi problemi che abbiamo affrontato è stata proprio l’elettrificazione del Baldo», premette il vicesindaco di Malcesine, Claudio Bertuzzi. «I lavori sono stati eseguiti, nonostante i fondi fossero insufficienti per realizzare tutti le opere necessarie. A Bocca Navene gli interventi sono stati eseguiti. La cabina è pronta. Ma Enel non posa il cavo elettrico perché vuole essere pagata in anticipo», spiega l’amministratore malcesinese. «Noi a bilancio i soldi li abbiamo, ma il Comune non può pagare in anticipo. Come ente pubblico prima dobbiamo vedere i lavori eseguiti e poi procediamo con i pagamenti. Enel invece ci tratta come un privato, pretendendo il pagamento in anticipo. Il ristoratore ha ragione ma la nostra parte è terminata. Stiamo comunque cercando di trovare una soluzione con l’azienda». •