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14.09.2017

«Monte Baldo
c’è degrado,
la Regione
intervenga»

Da sempre il Monte Baldo è stato ricco di boschi, se come pare, il toponimo deriva da «wald» che tradotto significa «bosco foscale», citato a partire dal 1163. Nel 1971, furono istituite la Riserva naturale integrale «Lastoni selva pezzi» e la Riserva naturale integrale «Gardesana Orientale», gestite dal Corpo forestale dello Stato. Nel 2014 La Regione ha istituito le Riserve «Lastoni selva pezzi» e «Gardesana orientale», subentrando al Cfs e affidate nella gestione a Veneto Agricoltura. Tali riserve hanno lo scopo di garantire la conservazione dell’ambiente in un’area di particolare interesse naturalistico ed ecologico nell’area Sic e Zps It «Monte Baldo Ovest» ma anche di promuovere lo studio scientifico e lo sviluppo dei servizi ecosistemici, in osservanza delle finalità della direttiva del 2009 del Parlamento europeo. In particolare la Riserva «Lastoni selva pezzi» con la sua quota che varia dai 1000 a 2100 metri è ricca di boschi di faggio e di abete bianco, di larice e abete rosso, di estese mughete, di ambienti a vegetazione erbacea al di sopra del limite del bosco, di rupi e ghiaioni, con emergenze floristiche e faunistiche rare. «Purtroppo la Riserva si presenta oggi con molti alberi abbattuti da fortunali e slavine capitati negli ultimi anni, con sentieri e cartellonistica poco curata e con alcune strutture (rifugi e baiti) chiuse» ci dice Arturo Fusini del Ctg Monte Baldo. «Chiediamo a Veneto Agricoltura di farsi promotrice di una convenzione con associazioni per poter valorizzare la foresta con escursioni naturalistiche magari in collaborazione con la Funivia Malcesine-Monte Baldo ». Questo allarme lanciato dal CTG intende far conoscere la ricchezza di biodiversità di un ambiente unico ed evitare che venga abbandonato. MAU.DEL.

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