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15.03.2019

Il voto in Consiglio blinda il cda «In Atf così contiamo di più»

La funivia di Malcesine
La funivia di Malcesine

«Ero al corrente dell’esistenza di questo contenzioso, conclusosi con la sentenza della Cassazione appena depositata e di cui anche il Consiglio di amministrazione ha avuto notizia questa mattina (ieri per chi legge, ndr). Si tratta di una vertenza originata ancora nel 2012, in merito alla quale assumeremo ogni informazione per poterla valutare con la massima cautela ed oggettività. Vi sarà sicuramente un confronto con i legali dell’azienda e anche con i soci, per capire e decidere quali dovranno essere le conseguenti più corrette determinazioni». La dichiarazione è di Pier Giorgio Schena, neopresidente di Atf, Azienda trasporti funicolari Malcesine Monte Baldo. Il riferimento è alla sentenza della Suprema Corte che ha rigettato il ricorso di Atf contro il verdetto della Corte d’Appello del gennaio 2017 che aveva disposto il reintegro dell’ex direttore generale della funivia Franco Falcieri. L’ingegnere nel 2012 era stato licenziato, secondo quanto aveva sentenziato la Corte di Venezia, «per discriminazione politica». Sul caso Schena, presidente di Atf da un mese, preferisce non aggiungere altro. La vicenda giudiziaria verrà affrontata con ogni probabilità già la settimana prossima, in un incontro con i legali incaricati dall’azienda malcesinese, e nel cda di mercoledì. Nel frattempo la funivia rimane un tema caldo anche in Consiglio comunale. Mercoledì sera, infatti, è stata discussa e approvata – con voto favorevole solo della maggioranza – la modifica del noto articolo 25 comma 4 dello statuto di Atf, nonostante la minoranza avesse chiesto anche con una lettera diretta a tutti i consiglieri di rimandare la decisione a dopo le elezioni comunali di maggio, per analizzare meglio la proposta. Il via libera di Malcesine arriva dopo il voto favorevole nei rispettivi consigli degli altri due soci: Provincia e Camera di Commercio. Ora manca la formale presa d’atto dell’assemblea dei soci. Il vicesindaco Claudio Bertuzzi in aula ha letto il capoverso dell’articolo in questione e poi ha distribuito al pubblico un foglio spiegando che cosa cambia. «Con la modifica dell’articolo 25», ha sottolineato Bertuzzi, «non sarà più possibile cambiare il cda di Atf senza l’assenso di Malcesine». La questione ruota attorno al fatto che, con l’attuale statuto, il cda della funivia rischia di decadere di continuo, compreso quello attuale, insediato da appena un mese. Il comma 4 dice: «Su richiesta di soci rappresentanti almeno 750 millesimi o ad ogni rinnovo di consigli di enti consorziati rappresentanti almeno la metà del totale delle quote di partecipazione, si procede comunque alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione». Secondo lo statuto attuale, quindi, il cda guidato da Schena rischierebbe di decadere tra poche settimane, dopo il rinnovo ormai imminente, dei consigli della Camera di Commercio e della Provincia, nonché di quello di Malcesine, in maggio. Un meccanismo nato dopo l’entrata in vigore della legge Del Rio che ha stabilito la scadenza ogni due anni, e non più ogni cinque, del consiglio provinciale. «In una proiezione al 2025», ha spiegato Bertuzzi, «con questo statuto si dovrebbe cambiare il cda cinque volte nei prossimi sei anni. Una follia». Ma anche in passato, ha ricordato, si sarebbe potuto applicare la norma più di una volta. Per evitare il rischio di continui cambi, la modifica statutaria votata in aula elimina in sostanza l’indicazione del rinnovo di almeno la metà dei consigli degli enti consorziati. «In questo modo il cda si può rinnovare solo se lo decidono Provincia (45 per cento delle quote) e Comune di Malcesine (30 per cento) e non più semplicemente due soci su tre. Malcesine diventa insomma determinante», è stato spiegato da Bertuzzi. Nella delibera approvata, ha ricordato la capogruppo di minoranza Martina Gasparini, l’ultimo punto affronta il tema del possibile cambio di forma giuridica da consorzio a società di capitali, «su cui il 15 gennaio è stata già approvata una bozza per trasformare Atf in spa con una successiva presentazione di bozza aggiornata», ha rimarcato la consigliera di opposizione. «Si tratta solo di una bozza, su cui abbiamo delle riserve», ha ribattuto Bertuzzi. «Su quest’aspetto spetterà alla prossima amministrazione comunale decidere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emanuele Zanini
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