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16.12.2017

«Il Consiglio della funivia è decaduto da un anno»

La gestione della funivia di Malcesine finisce ancora una volta nella bufera
La gestione della funivia di Malcesine finisce ancora una volta nella bufera

Emanuele Zanini «Il consiglio di amministrazione della funivia di Malcesine continua a lavorare e a deliberare nonostante sia decaduto da un anno. Il tutto nel silenzio più assoluto di tutti gli enti soci del consorzio: Comune di Malcesine, Provincia e Camera di Commercio di Verona». A tuonare contro l’attuale cda di Atf, Azienda trasporti funicolari Malcesine Monte Baldo, è il gruppo consiliare di minoranza Vivere Malcesine che ha sollevato «forti perplessità sulla legittimità del consiglio di amministrazione della funivia», formato dal presidente Daniele Polato e dai consiglieri Ferdinando Morando, rappresentante della Camera di Commercio, Paolo Formaggioni e Carlo Sartori, entrambi espressione della Provincia, e Ivano Bommartini per il Comune di Malcesine. Secondo l’opposizione il cda, che è in carica dal dicembre 2014, avrebbe dovuto essere rinnovato già un anno fa, in base all’articolo 25 dello Statuto di Atf, che ne regola la durata, le eventuali dimissioni, decadenze e sostituzioni. In particolare il comma 4 sottolinea che «su richiesta di soci rappresentanti almeno 750 millesimi o ad ogni rinnovo di consigli di enti consorziati rappresentanti almeno la metà del totale delle quote di partecipazione, si procede comunque alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione». Secondo la minoranza, dal momento che l’attuale amministrazione comunale di Malcesine è in carica dal giugno 2015 e la Provincia ha rieletto il proprio consiglio all’inizio di quest’anno, quindi due dei tre soci (il terzo è la Camera di Commercio) applicando il comma 4, l’attuale cda è illegittimo. I consiglieri di opposizione si chiedono se nel frattempo gli atti emessi dal consiglio di amministrazione, quantomeno nell’ultimo anno, siano validi o meno, in base anche all’articolo 18 dello statuto, e se ci sia «il rispetto inoltre delle norme sulla trasparenza con la pubblicazione di delibere e determine di spesa della funivia». Il gruppo di opposizione, che ha sollevato la questione anche nell’ultimo consiglio comunale, ha così inviato una lettera ufficiale di diffida dell’attuale cda di Atf indirizzandola ai presidenti della Provincia Antonio Pastorello e della Camera di Commercio Giuseppe Riello, e al sindaco di Malcesine Nicola Marchesini, rappresentanti dei tre soci del consorzio. Il documento è stato inoltrato anche al prefetto Salvatore Mulas e in procura ad Antonella Magaraggia, presidente del tribunale di Verona. «Ad oggi nulla è stato intrapreso in merito», scrivono i quattro consiglieri comunali di Vivere Malcesine, Fabio Furioli, Martina Gasparini, Adelino Lombardi e Mauro Montana. «È scandaloso. Riteniamo che ciò non possa essere una svista. Nessuno era a conoscenza di quanto prevede lo statuto? Doveva essere un piccolo gruppo di opposizione a sollevare il problema, peraltro privo di qualsiasi struttura burocratica?», si domanda la minoranza, che ha chiesto un’immediata nomina di un nuovo consiglio di amministrazione della funivia. «Inoltre», concludono, «auspichiamo che l’interno nuovo cda sia costituito da persone qualificate, residenti ed esperte del nostro territorio». Senza dubbio il tema è caldo. A testimoniarlo è anche il fatto che per giovedì 21 dicembre, alle 11, in sala Rossa in Provincia, è stata fissata l’assemblea dei soci della funivia, presieduta da Antonio Pastorello. E tra i punti all’ordine del giorno si discuterà proprio del cda e dell’articolo 25 dello statuto, su cui i tre enti si dovranno confrontare per decidere il da farsi. •

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