CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

21.02.2018

Carolina estrema «Sento il richiamo del mio deserto»

Carolina dopo aver attraversato il deserto della NamibiaLa campionessa istruttrice di nordic walking Carolina Monaci affronta il deserto del Sahara
Carolina dopo aver attraversato il deserto della NamibiaLa campionessa istruttrice di nordic walking Carolina Monaci affronta il deserto del Sahara

Per Carolina Monaci il deserto, ormai, è una missione di vita. Dopo l'incredibile esperienza in Namibia dello scorso anno, dove in 36 ore ha percorso a piedi 250 chilometri in autosufficienza, in sei tappe, l'ultramaratoneta di nordic walking, malcesinese doc, 47 anni, è già pronta per la prossima sfida, sempre in un ambiente estremo. A settembre, infatti, volerà in Iran dove affronterà le insidie del Lut, uno dei deserti e territori più caldi del mondo, con temperature che in quel periodo raggiungono i 45 gradi ma che nei periodi più torridi toccano anche i 70 gradi percepiti. Lo attraverserà in sei giorni, sfidando gli altri atleti provenienti da ogni parte del mondo, solo con uno zaino da otto chili in spalla, con il cibo necessario, un kit di sopravvivenza e una tenda in dotazione dagli organizzatori che le forniranno anche l'acqua, un litro e mezzo ogni dieci chilometri percorsi. «Negli anni ho capito che il deserto è pane per i miei denti. Così, quando sento che mi chiama, devo partire», racconta Monaci, cercando di spiegare l'attrazione fatale per quei luoghi così inospitali dove riesce a mettere alla prova fisico e mente, superando i suoi stessi limiti. «Ogni gara mi arricchisce, regalandomi esperienze indimenticabili che mi fanno crescere come atleta e persona». PER LE DONNE. Per la prossima competizione nel Paese mediorientale si è posta un altro particolare obiettivo. «La mia partecipazione alla competizione in Iran vuole essere un segnale di forza e speranza indirizzato alle donne, che purtroppo in quel Paese vivono in condizioni molto difficili. Voglio dimostrare che la donna sa essere forte, resistente, anche più dell'uomo. Desidero lanciare un messaggio di pace, fratellanza». L’INCONTRO. La campionessa melsinea, istruttrice di nordic walking dal 2009, racconterà la sua storia e la sua prossima avventura questa sera a Malcesine, alle 20,30 al palazzo dei Capitani, in un evento organizzato dall'assessorato alla Cultura in occasione della settima edizione delle «Serate in biblioteca». La maratoneta gardesana, inoltre, regalerà al pubblico femminile nastri rossi, simbolo della lotta alla violenza sulle donne. All'incontro di palazzo dei Capitani Carolina sarà affiancata da tre persone molto importanti nella sua vita sportiva: il suo allenatore Paolo Barghini, a sua volta ultramaratoneta estremo esperto di deserti e organizzatore della gara in Iran; il suo preparatore psicologico Vittorio Cantoni, life e mental coach; il dottor Sergio Pederzolli di SP Lab, specializzato in nutrizione. «Averli tutti e tre insieme per la prima volta al mio fianco in un incontro pubblico sarà emozionante», commenta l'atleta malcesinese. L'incontro inizierà con un video che ripercorre la vita di Carolina, dall'infanzia fino ad oggi, poi si parlerà dell'esperienza in Namibia e della nuova sfida in Iran. UN PERCORSO TRAVAGLIATO. «Il mio è stato un percorso travagliato. Ho attraversato momenti difficili durante la mia vita, ma la passione per la corsa e il trekking c'è sempre stata, fin da quando ero molto giovane», ereditata dal papà Adriano, già atleta di sci e storico fondatore della scuola sci a Malcesine. «Già da ragazzina camminavo sul Baldo e sentivo che salire sempre più su mi faceva sentire bene», spiega Monaci, madre di due ragazzi adolescenti e albergatrice in un hotel di Malcesine. «Poi ho fatto l'alpinista turistica. Ma volevo salire ancora e ho scalato le vette dell'Himalaya. Poi è arrivato l'amore per il nordic walking e il deserto». E sono arrivate le gare. Per allenarsi sfrutta appieno l'ambiente del territorio che la circonda. «Mi alzo alla mattina alle 5 e mi alleno per due, tre ore avendo la fortuna di poter avere a disposizione una palestra all'aria aperta», racconta. «A seconda dell'allenamento che devo seguire, a volte inforco i bastoncini e cammino da Malcesine fino a Garda, oppure salgo in quota scalando il Baldo, mentre in altri giorni percorro i sentieri sulle colline». Grazie all'organizzazione, la maratoneta di Malcesine riesce a conciliare allenamenti, corse, lavoro e famiglia. Carolina, sebbene un po' alla volta si stia preparando mentalmente all'avventura iraniana, ha un grande sogno nel cassetto: percorrere 250 chilometri in un'unica tappa. «Sento che questo appuntamento si sta avvicinando. È il mio grande obiettivo. Ma ogni cosa ha il suo tempo. Voglio andare avanti facendo un passo per volta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emanuele Zanini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1