CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

08.03.2018

Bocconi al veleno, almeno sei i cani morti nell’alto Garda

Boo aveva poco più di un anno, è morto lunedì dopo giorni di agoniaBaldo, tre anni, avvelenato sulle colline di Malcesine
Boo aveva poco più di un anno, è morto lunedì dopo giorni di agoniaBaldo, tre anni, avvelenato sulle colline di Malcesine

Almeno tre cani sono morti avvelenati a Malcesine, altri due a Caprino, un altro ancora a Torri, senza contare gli episodi di gatti uccisi sempre dal veleno, oltre a volpi trovate senza vita con bave alla bocca e altri animali salvati in extremis. Nelle ultime settimane si registra una triste escalation di casi di avvelenamento nell’area del Garda - Baldo, che stanno mettendo in allarme tutto il territorio. L’ultimo episodio risale a due giorni fa, lunedì, a pochi metri dal ristorante La Rama, a Caprino, in località Bogonza. Boo e Max, due cani meticci di poco più di un anno, taglia media, mentre stavano giocando nei prati fuori dal locale, hanno mostrato segni di avvelenamento. Max, i cui padroni sono i gestori della trattoria Al Platano, è morto quasi subito. Boo, trasportato d’urgenza alla clinica veterinaria Verona Lago di Lazise dai gestori della Rama, padroni dell’animale, ha lottato fino all’altra notte, ma alla fine pure lui non ce l’ha fatta. È solo l’ultimo episodio dei numerosi segnalati dall’inizio dell’anno nel comprensorio, da Rivoli a Pesina di Caprino fino a Malcesine. Proprio nel paese dell’alto Garda, per esempio, in poche settimane sono morti avvelenati almeno tre cani. Baldo, un Weimaraner di tre anni, è stato trovato senza vita dai padroni, Ivano Bommartini e Silvia Gronchi, nei pressi di un sentiero vicino alla strada Panoramica, nella zona collinare della Val del Moliment, non distante da dove abitano. La conferma dell’avvelenamento, racconta Bommartini, è arrivata dalle analisi effettuate dall’Istituto zooprofilattico di Verona sul corpo della povera bestia, in cui è stata rilevata la presenza del veleno Aldicarb. Si tratta di un insetticida di cui da anni è vietata la vendita che, se ingerito, provoca vomito, nausea e spasmi, portando molto spesso alla morte dell’animale. La stessa sorte è toccata ad altri due cani di piccola taglia, a loro volta uccisi da bocconi avvelenati sempre nella stessa area. Il padrone di Baldo ha allertato la polizia locale di Malcesine e i carabinieri. Gli agenti lunedì mattina – nell’area tra Chero, Val del Molimento e Colombere – hanno fissato una trentina di cartelli, firmati dal comandante dei vigili Luigino Bresaola, per avvisare della possibile presenza di bocconi avvelenati e quindi di tenere al guinzaglio i cani e in caso di avvistamenti di contattare l’ufficio della polizia municipale. L’area verrà monitorata. Gli agenti sono andati sul posto assieme a Blaky, un incrocio tra un lupo nero italiano e un Siberian Husky, addestrato per ricercare veleni da Mirco Nicolazzo dell’Ucav, Unità cinofila antiveleni «Dog Angel» di Bolzano, per bonificare l’area. L’animale è in grado di trovare e segnalare qualsiasi boccone o esca appetibile, anche sottoterra, senza ingerirlo. Nella zona di Malcesine dove si sono registrati gli episodi di avvelenamento Blaky non ha però trovato alcuna sostanza velenosa. «Purtroppo l’intervento è stato richiesto diverse settimane dopo il decesso dell’ultimo cane», spiega Nicolazzo. «Il tempestivo intervento è invece fondamentale. Grazie alla collaborazione con le forze dell’ ordine, se si dovesse ripetere, potremmo intervenire tempestivamente». Stesso scenario a fine gennaio sulle colline sopra Torri, in località Crero, dove Raffaello Boni, presidente del circolo Legambiente Baldo Garda Il Tasso, ha perso la sua Pai, cagnolina meticcia di 11 anni, avvelenata da un’esca con Aldicarb. Boni, oltre a inviare il corpo della cagnetta all’istituto zooprofilattico, ha subito attivato la polizia municipale di Torri che in pochi giorni è intervenuta collocando cartelli segnaletici. Sul posto è stato chiamato Nicolazzo assieme a Blaky, che stavolta ha trovato e segnalato un boccone avvelenato, raccolto dall’addestratore. «Credo che la questione, che è in realtà gravissima, venga sottovalutata», afferma Raffaello Boni. «I delinquenti che disseminano indisturbati esche avvelenate non vengono mai individuati. Non esiste una legge in materia ma solo un’ordinanza ministeriale. Il problema è anche ambientale: gli avvelenamenti riguardano anche gli animali selvatici e potrebbero pertanto propagarsi in una catena perversa», sottolinea l’esponente di Legambiente. «Credo che debba essere data la massima attenzione al fenomeno da parte delle autorità, con interventi mirati a colpire i delinquenti senza scrupoli che disseminano questi bocconi al veleno. Serve intervenire con urgenza», è l’appello di Boni. •

Emanuele Zanini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1