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03.01.2018

Si butta nel lago e muore, inutili i rapidi soccorsi

Soccorritori sul lungolago
Soccorritori sul lungolago

Un uomo di 73 anni è morto ieri pomeriggio a Lazise dopo essersi calato in acqua da lungolago Marconi, in centro storico, affollatissimo di visitatori e turisti per il mercatino di Natale. A mettere in moto i soccorsi è stato uno degli ambulanti, che avendo capito le intenzioni dell’anziano ha cercato di farlo desistere trattenendolo per un braccio mentre lui, seduto per terra con le gambe penzoloni verso il lago, si stava calando in acqua. A nulla è valso il tentativo: l’anziano si è divincolato e una volta in acqua, racconta il testimone, «ha fatto due bracciate e poi si è messo in posizione prona senza mai sollevare la testa per prendere aria». L’allarme è stato lanciato alle 14.23: nemmeno 10 minuti dopo sono arrivati la squadra nautica dei vigili del fuoco di Bardolino e i sommozzatori di Vicenza ospiti dei colleghi per un addestramento. Sul posto anche un’ambulanza, la Guardia costiera, la squadra nautica della Polizia di Stato, i carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda e la polizia locale. L’uomo è stato recuperato dai sommozzatori circa 40 metri al largo e portato a riva privo di conoscenza. Per mezzora è stata tentata la rianimazione con massaggio cardiaco e defibrillatore, ma non c’è stato nulla da fare. L’uomo era ospite della casa di riposo di Lazise e, come era solito fare, era uscito per una passeggiata. «Era con noi da un paio d’anni», spiega la coordinatrice della casa di riposo Daniela Pisani, «non aveva parenti stretti. In passato aveva avuto problemi legati alla sua depressione e tuttora era seguito dagli specialisti, la psichiatra l’aveva visto l’ultima volta prima di Natale. Non è scappato dalla struttura», sottolinea Pisani, «poteva uscire in libertà, senza obbligo di avvisarci. Di pomeriggio usciva sempre, talvolta con qualche amico che lo veniva a trovare, più spesso da solo. Erano momenti in cui si rigenerava». Il dispiegamento di soccorritori, forze di polizia e mezzi non è passato inosservato ai tanti turisti. Scosso Aurelio Scacco, l’ambulante che ha assistito alla scena: «Prima di andare verso il lago si è seduto qualche minuto sulla panchina, rivolto verso di me. Non ha mai parlato. Non sapevo come comportarmi, se tuffarmi… quando ho trovato una corda da calargli il suo corpo era già lontano dalla riva». • K.F.

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