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23.02.2018

Resta grave il ciclista investito Difficile convivenza auto-bici

Strada provinciale 31b, il luogo dell’incidente tra Doblò e bicicletta  DIENNEFOTO
Strada provinciale 31b, il luogo dell’incidente tra Doblò e bicicletta DIENNEFOTO

Resta ricoverato in terapia intensiva e con prognosi riservata il ciclista di Lazise che mercoledì pomeriggio intorno alle 16.30 si è scontrato con un’auto su via Pastrengo, denominazione della Strada provinciale 31b, nel territorio di Lazise. L’uomo, cinquantenne con la passione per la bicicletta, stava procedendo in direzione Lazise mentre l’auto, una Fiat Doblò, arrivava dalla parte opposta e stava svoltando a sinistra, poco prima dell’hotel Sant’Antonio. Il conducente è un uomo di 54 anni residente a Pastrengo: è lui ad aver prestato il primo soccorso al ciclista che, non riuscendo a evitare l’impatto, è finito contro la fiancata destra dell’auto. La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia locale di Lazise, che ha effettuato i rilievi sul posto. MANCATA PRECEDENZA. Si procede per mancata precedenza da parte dell’auto, ma non è escluso vengano condotti accertamenti sulla velocità della bicicletta. La strada è infatti in discesa per chi procede verso Lazise e intervallata da curve pronunciate, anche se l’impatto è avvenuto in un tratto rettilineo. Da quanto riscontrato, il ciclista non indossava il caso (non obbligatorio) e questo può aver aggravato l'impatto. «Anche le dotazioni della bici da corsa sono in fase di accertamento, ma sono poco influenti sulla dinamica», riferisce il comandante della polizia locale Massimiliano Gianfriddo. LESIONI GRAVI. Trattandosi di un incidente che ha provocato lesioni gravi, il fatto è stato segnalato alla Procura. «Sarà il pubblico ministero a decidere se disporre verifiche peritali sui mezzi», precisa Gianfriddo. L’incidente riporta al centro dell’attenzione il rischio che corrono i ciclisti sulle strade. «C’è un aumento costante di biciclette e questo crea qualche problema perché non tutte le strade sono sufficientemente larghe», commenta il vicesindaco di Lazise Eugenio Azzali. «La convivenza tra mezzi a motore e bici sta diventando difficile», prosegue, «soprattutto se i ciclisti viaggiano in gruppo affiancati e non rispettano il codice della strada, ma non è il caso di quest’ultimo incidente. Come amministrazione stiamo cercando di realizzare una serie di piste ciclabili per deviare le bici su tracciati dedicati». UNA VIA STRETTA. Quanto a via Pastrengo, «è abbastanza stretta, con un discreto dislivello e diverse curve, ma normalmente è poco frequentata dalle bici», osserva Azzali, «non l’abbiamo mai presa in considerazione come problematica e non rientra nel progetto delle ciclopedonali che vogliamo realizzare, anche perché è una strada provinciale». Nel 2017 la polizia locale a Lazise ha rilevato 42 incidenti (a cui vanno aggiunti quelli seguiti da polizia stradale e carabinieri, dato al momento non disponibile): di questi, tre hanno visto coinvolti ciclisti (tutti senza gravi ferite) e di questi due sono avvenuti sulla strada Gardesana nei mesi di aprile e settembre quando il traffico sulla principale arteria lacustre era abbastanza sostenuto. IL PREFETTO. «L’anno scorso il prefetto ha inviato una lettera ai comandi di polizia locale del Veronese», ricorda Gianfriddo, «invitandoci a fare maggiori controlli ai ciclisti, soprattutto quando si spostano in gruppo». È questa la situazione che innervosisce gli automobilisti. «I ciclisti non possono viaggiare affiancati fuori dai centri abitati, unica deroga per l’adulto che accompagna bimbi fino a dieci anni», sottolinea il comandante. Conclude Azzali: «Se chi va in bici rispettasse il codice della strada e gli automobilisti fossero più pazienti, anche le dimensioni non ampie delle strade non sarebbero un problema». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Katia Ferraro
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