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07.08.2018

Reazioni razziste al bagno in fontana di giovane di colore

Commenti razzisti sulla pagina Facebook «Vivi Lazise», proprio nei giorni in cui la Lega è tornata a sostenere la necessità dell’abolizione della legge Mancino, che persegue e punisce la discriminazione razziale e religiosa. Sabato l’amministratore della pagina Federico Bertasi già consigliere comunale e candidato alle ultime elezioni ha condiviso un video che mostra un uomo di colore mentre, in mutande, si bagna nella fontana di corso Cangrande, dietro alla fermata dei bus. Un gesto poco decoroso, ma non l’unico registrato dalle cronache in questo periodo. Nei paesi gardesani è all’ordine del giorno vedere turisti girare in costume da bagno per le vie dei centri storici (comportamento vietato dalle ordinanze e sanzionabile). Ma nel caso di Lazise non ci si è limitati a condannare il gesto, ma hanno preso il sopravvento l’odio e la discriminazione razziale. «Mi fa ribrezzo chiunque faccia il bagno in una fontana a 500 metri dal lago, tanto più se l’è nero», ha scritto Pamela. «Continuate a difendere questi luridi», ha rincarato Alice replicando agli utenti che cercavano di riportare la conversazione a toni civili, condannando le offese verso la persona ripresa nel video. «Ha commesso un gesto incivile, ma sono civili le persone che di notte schiamazzano ubriache facendo i loro bisogni in giro per il paese? È civile chi riempie i bidoni in paese delle immondizie di casa?», ha fatto notare il titolare del Caffè del Corso, che per due giorni ha cercato di arginare l’ondata d’odio espressa nei commenti. Yvonne ha provato a immedesimarsi nella condizione dell’uomo e nella sua necessità di lavarsi: «Sono passata pure io in auto mentre il signore stava lavandosi», ha scritto la donna, «ho pensato fosse esagerato farlo, ma anche che potesse essere scusato col caldo che c’era». Soprattutto sui social è facile imbattersi non solo in commenti razzisti ma anche nella condivisione spasmodica di presunte notizie senza verificarne l’attendibilità. Come quella dei vestiti donati dalla Croce Rossa che i migranti della nave Aquarius avrebbero gettato in segno di disprezzo: l’eliminazione dei vestiti forniti col primo soccorso, è stato spiegato, è una prassi necessaria per evitare il diffondersi di epidemie. •

K.F.
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