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06.01.2018

Pat, la variante frena il consumo di suolo

Giardini a Lazise:  salvaguardare il verde rimane una priorità dell’amministrazione
Giardini a Lazise: salvaguardare il verde rimane una priorità dell’amministrazione

Katia Ferraro L’amministrazione comunale di Lazise ha adottato la prima variante al Piano di assetto del territorio (Pat), che risale al 2010. «Dopo il lavoro portato avanti in quattro anni e mezzo per ridurre la volumetria», ha esordito il sindaco Luca Sebastiano in Consiglio comunale, «con questa variante otteniamo un risultato prestigioso: riusciamo a rientrare dallo sforamento di 135mila metri cubi di volumetria residenziale e di 200mila metri quadrati di consumo di superficie agricola in esubero rispetto a quanto consentito dal Pat». «Un risultato di salvaguardia per il nostro territorio», ha sottolineato il primo cittadino rivolgendosi ai consiglieri di opposizione Renzo Franceschini, Damiano Bergamini e Diego Zanetti, amministratori all’epoca dell’approvazione del Pat e di tre Piani degli interventi che in pochi anni avevano consumato e superato i 312mila metri cubi di volumetria residenziale prevista dal Pat. La variante non prevede nuova cubatura rispetto al Pat. «Pone limiti all’espansione in linea con la nuova legge regionale sul contenimento del consumo di suolo», ha sottolineato l’assessora all’Urbanistica Barbara Zanetti. Tra le novità spicca la cancellazione di due dei cinque accordi pubblico - privato allegati al Pat, che si sommano ai nove stralciati sui 15 approvati nel 2013 con il terzo Piano degli interventi. A saltare sono l’accordo con la società La Caravella, che prevedeva la realizzazione di un porto commerciale dopo villa Pergolana e l’edificazione di 8.859 metri cubi residenziali; e l’accordo Gariggio (dal nome del proponente) che a Colà prevedeva la realizzazione di altri 17mila metri cubi residenziali. Tra gli obiettivi della variante elencati dal suo estensore, l’architetto Roberto Sbrogiò, ci sono l’adeguamento ai piani territoriali di coordinamento provinciale e regionale, la revisione della compatibilità geologica a fini edificatori e l’espansione della rete ecologica con l’individuazione di zone di mitigazione e compensazione tra un’area edificata e l’altra, che devono rimanere verdi. «Abbiamo inoltre individuato filari alberati, siepi attorno ai fossati e censito i canneti, che non devono essere toccati se non per la potatura», aggiunge Zanetti a margine del Consiglio. Voto contrario da parte dell'opposizione, che non ha letto la corposa documentazione per mancanza di tempo. «La convocazione del Consiglio è avvenuta a ridosso delle festività natalizie», hanno attaccato l’ex sindaco Franceschini e Bergamini, condividendo il giudizio politico: «Se c’era la convinzione di errori da parte nostra, la variante al Pat andava fatta a monte, non a pochi mesi delle elezioni». L’assessora Zanetti replica: «Ignoranza. Prima è stato necessario bloccare il terzo Piano degli interventi che ha causato lo sforamento di cubatura». Inevitabile il richiamo alla frattura politica con l’ex assessore Giorgio Benoni, assente dal Consiglio: Bergamini ha tacciato la maggioranza di incoerenza, ricordando come la rottura con l’ex assessore sia nata su questi temi, con la volontà disattesa di Benoni di ridurre in modo più incisivo la volumetria concessa. L’AZZERAMENTO del consumo di suolo rischia di rimanere un’utopia se la Regione non metterà mano al Piano casa, le cui volumetrie concesse, assieme a quelle ottenute attraverso lo Sportello unico per le attività produttive (Suap), sono in deroga al Pat. L’assessora Zanetti ammette la preoccupazione per un Piano casa fuori controllo dei Comuni: «A Lazise rappresenta il 70% delle pratiche edilizie». Situazione preoccupante perché il Piano casa ter ha allargato le maglie concedendo la possibilità di edificare fino al 75% della volumetria di partenza e di realizzare l’ampliamento fino a 200 metri dal fabbricato esistente, senza facoltà decisionale dei Comuni. «In Veneto è sulla costa gardesana che è applicato di più, è oro non essendo più legato solo alle prime case», evidenzia Zanetti, «ho fatto presente il problema in Regione, mandando foto del prima e del dopo gli interventi, la speranza è che si metta un limite». L’obiettivo dell’amministrazione Sebastiano è intanto blindare la variante al Pat prima delle elezioni: la procedura prevede 60 giorni per l’esame dei documenti da parte dei cittadini interessati e per la presentazione delle osservazioni. Poi tornerà in Consiglio per il voto definitivo. •

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