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06.12.2018

Oltre quattro milioni per le opere

Il municipio di Lazise
Il municipio di Lazise

Un tesoretto di 4 milioni 685mila euro subito disponibile per realizzare opere pubbliche. È la somma che il Comune di Lazise può prendere dall’avanzo di bilancio - che è di poco più di sei milioni - per ridare slancio ai progetti a servizio del territorio. Sbloccare la cifra è stato possibile grazie alla circolare 25 del 3 ottobre del ministero dell’Economia e delle Finanze, che concede ai comuni italiani in linea con determinate condizioni di bilancio di utilizzare parte dell’avanzo di amministrazione accumulato fino al 31 dicembre 2017. FONDI SBLOCCATI Soldi che finora non potevano essere utilizzati a causa delle norme del pareggio di bilancio (nuovo nome del patto di stabilità interno) ma che ora sono stati sbloccati dal Mef in seguito a due sentenze della Corte costituzionale. I quasi 4,7 milioni di euro, a cui si aggiungono altre disponibilità finanziarie derivate da maggiori entrate di bilancio, saranno impiegati per realizzare quattro interventi: la costruzione del centro civico in viale Roma al posto delle ex scuole elementari (3 milioni); la realizzazione del centro civico a Colà al posto dell’ex teatro parrocchiale (1 milione 100mila euro); il primo stralcio dei lavori di manutenzione e adeguamento sismico del palazzo municipale (450mila euro per la parte dell’ex biblioteca); il recupero del fabbricato agricolo di località Rocchetti acquisito dal Comune, che nelle intenzioni dovrebbe essere destinato a magazzino e spazi associativi (650mila euro). IL SINDACO «Faremo partire le gare d’appalto entro il 31 dicembre», ha sottolineato il sindaco Luca Sebastiano a margine del Consiglio comunale che si è tenuto giovedì pomeriggio, durante il quale tra gli otto punti in discussione quattro riguardavano l’impiego di questi soldi. Per raggiungere questo scopo sono stati modificati i due accordi pubblico privati attraverso i quali dovevano essere realizzati i centri civici di Lazise e di Colà: entrambe le variazioni sono state approvate dal Consiglio comunale con i voti contrari dei quattro consiglieri di opposizione che fanno parte del gruppo «I Volontari». EX SCUOLE La demolizione delle ex scuole e la costruzione del nuovo edificio pubblico di viale Roma era una delle opere legate all’accordo con Area Progresso srl, la società che in località Rocchetti ha ottenuto la possibilità di edificare 10mila metri cubi di edilizia convenzionata e 22.500 metri cubi di edilizia libera: il cantiere però non è mai partito. Il Consiglio comunale ha approvato la modifica del beneficio pubblico: al posto del centro civico, Area Progresso finanzierà la progettazione e la realizzazione di tratti dell’ anello ciclopedonale di Lazise, Colà e Pacengo. Modifica analoga per il centro civico di Colà previsto nell’accordo con Consorzio interprovinciale per l’edilizia sociale (Cies) in cambio di circa 11mila metri cubi di edilizia libera e di 13mila di edilizia convenzionata in località Zappo. L’assessore all’Urbanistica Barbara Zanetti ha detto: «Anche Cies ha parzialmente adempiuto agli obblighi». Dunque l’importo rimanente di un milione di euro sarà ora destinato alla progettazione e alla realizzazione dell’ampliamento della primaria della frazione, con la previsione di far partire i lavori all’inizio del prossimo anno scolastico. Come garanzia, nella nuova convenzione con Cies sono state definite scadenze temporali stringenti, mentre la realizzazione dell’edilizia libera (non ancora avviata) è stata vincolata a quella dell’ampliamento dell’edificio scolastico. Nonostante non ci siano vincoli per la parte di edilizia residenziale pubblica, i lavori in località Zappo non sono ancora ripartiti, lasciando in difficoltà le circa 30 famiglie (perlopiù residenti) che negli ultimi cinque anni hanno versato cospicue somme per l’avanzamento dei lavori. L’OPPOSIZIONE Sull’annosa vicenda è intervenuto il consigliere di opposizione Damiano Bergamini: «Siamo disponibili a dialogare per trovare una soluzione a questo problema, anche se non sappiamo quale potrebbe essere». Apertura definita «demagogica» dal sindaco perché «senza proposte concrete». «Sulle case Erp ci siamo esposti offrendoci di comprare due-tre case da usare per esigenze abitative d’emergenza ma il presupposto è che con l’acquisto la situazione si sblocchi», ha detto Sebastiano, «non è possibile investire soldi pubblici per sanare debiti fatti da imprese private». •

Katia Ferraro
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