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21.01.2018

Le immagini del passato un tramite per il futuro

I ragazzi delle medie durante la visita alla mostra storica su Lazise FOTO AMATO
I ragazzi delle medie durante la visita alla mostra storica su Lazise FOTO AMATO

Katia Ferraro Una volta Lazise non aveva il lungolago. Esso fu creato tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, conficcando una lunga fila di pali di cemento che avrebbero, in seguito, consentito di prolungare la terraferma verso il lago. Oggi il lungolago è dedicato a Guglielmo Marconi mentre inizialmente si chiamava viale della Rimembranza per ricordare le perdite della Prima guerra mondiale. Per lo stesso motivo, furono abbattute la «torre del cadenon» e l’abitazione tra questa e la Dogana veneta, facendo posto al monumento ai caduti. Dall’altra parte del porto vecchio furono abbattute le case che, con i loro portici, arrivavano all’acqua, mentre l’attuale municipio per buona parte del Novecento ebbe una doppia destinazione: la metà rivolta verso il porto ospitava l’albergo San Marco, l’altra metà era la sede del comune. E ancora: parte della cortina muraria orientale fu abbattuta per realizzare corso Cangrande, mentre fu negli anni Cinquanta che si cominciò a puntare sul turismo. Il primo campeggio fu quello comunale, che d’inverno continuava ad essere campo sportivo. E poi le persone: le foto di gruppo degli scolari, il barbiere, la prima cantina, la vita di campagna. È un viaggio nel tempo e nell’identità dei lacisiensi, la mostra fotografica promossa dal Comune e realizzata grazie alle foto messe a disposizione dai cittadini e a supporto dell’associazione culturale Francesco Fontana, oggi aperta dalle 10 alle 20 con orario continuato (ingresso libero, presentazione narrata delle foto alle 11 e alle 15). I primi visitatori sono stati, venerdì scorso, i 60 studenti delle seconde medie, accompagnati dai docenti e dal dirigente scolastico Eugenio Campara. Ad accoglierli, l’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Luca Sebastiano e chi ha raccolto ed esposto il materiale, Francesco Biondani, che ha fornito una serie di foto di famiglia e illustrato i cambiamenti più significativi dell’assetto urbanistico e sociale del paese; Sergio Adami, collezionista, che ha contribuito alla mostra con cartoline e documenti storici originali di cui è andato a caccia presso gli antiquari; il presidente dell’associazione, Francesco Fontana, e poi Sergio Marconi e Giovanni Toffaloni. Le foto raccontano alcuni eventi molto significativi per il paese, come la caduta del P51 Mustang, il caccia americano dell’Aeronautica militare italiana precipitato nel lago il 7 agosto 1951, a circa due chilometri dalla costa di Lazise, e l’esondazione del lago avvenuta nell’ottobre-novembre 1960, provocata dalla chiusura della diga di Salionze per impedire l’alluvione del Mantovano e del Polesine. Nelle vie del centro storico furono posizionate delle passerelle di legno e disposte pietre frangiflutti per riparare le case dalle onde, pietre che una volta terminata l’emergenza vennero impiegate per costruire il porto nuovo. Per il sindaco la mostra è un piccolo sogno realizzato: «L’ho voluta per far crescere il senso delle tradizioni, la conoscenza del territorio e della nostra cultura», ha commentato Sebastiano, «grazie al lavoro volontario di questi collaboratori abbiamo messo il primo tassello, ma mi aspetto ci siano altre edizioni e altre persone pronte a contribuire cercando vecchie foto nei cassetti di casa». Soddisfatto il preside Campara: «È un’iniziativa che tiene vivo l’interesse per la storia del proprio paese», ha sottolineato ringraziando l’amministrazione «per la collaborazione che si è creata». Perché far innamorare le nuove generazioni del proprio territorio è il primo e fondamentale passo per salvaguardarlo. •

Katia Ferraro
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