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23.12.2017

La Ztl e i disabili: ritorna la guerra dei pass ai varchi

Il varco Ztl di Porta San Zeno   FOTO PECORA
Il varco Ztl di Porta San Zeno FOTO PECORA

Paese che vai, usanza che trovi. Anche per la regolamentazione degli accessi alle zone a traffico limitato - le Ztl - da parte di veicoli a servizio delle persone con disabilità che, seppur munite dell’apposito contrassegno, nel caso di accessi controllati da varchi elettronici devono fare i conti con disposizioni differenti da Comune a Comune. Il problema è noto soprattutto a chi, pur in possesso del pass rilasciato dal proprio paese di residenza, deve accedere alla Ztl di altri paesi. Non esistendo una normativa nazionale univoca, anche sul territorio gardesano ogni ente fa per sé, con disposizioni diverse che complicano anche dal punto burocratico la mobilità dei cittadini con disabilità. Lo sa bene Cristina Dandello, lacisiense di nascita e rivolese di adozione, che da anni si batte per far rimuovere le barriere architettoniche, fisiche e di mentalità, nei paesi affacciati sul Garda. La battaglia più aspra è da tempo con il Comune di Lazise, a suon di multe notificatele per il passaggio senza autorizzazione dal varco di Porta San Zeno e, di rimando, ricorsi amministrativi e proteste per discriminazione e scarsa attenzione verso le persone disabili. A far scoppiare un nuovo casus belli sono stati due verbali che le sono stati notificati per ingressi in Ztl avvenuti quest’estate. «A distanza di cinque anni siamo al punto di partenza», sbotta Dandello ricordando la serie di multe ricevute nel 2011, impugnate al giudice di pace che le ha dato ragione portando l’allora comandante della polizia locale ad annullare i verbali in autotutela e il Comune a risarcirle le spese legali. «La normativa adottata a Lazise ci penalizza, perché prevede che si comunichi la targa della macchina a ogni accesso alla Ztl», prosegue la donna, «credevo che a distanza di anni le regole fossero cambiate, invece è tutto invariato». Le disposizioni in vigore a Lazise (come in molti altri Comuni italiani) prevedono che chi non è residente comunichi prima o entro le 48 ore successive al passaggio dai varchi elettronici la targa del veicolo accompagnata dalla fotocopia del contrassegno disabili. Un’ulteriore possibilità è data dal circuito Citypass, a cui hanno aderito vari Comuni veronesi (ma ben lungi dall’essere tutti e 98 della provincia), che permette il libero accesso nelle Ztl alle persone munite di contrassegno purché il paese di residenza e quello in cui ci si reca abbiano entrambi aderito al protocollo. Nel caso specifico, Lazise aderisce al circuito ma non Rivoli Veronese, paese dove risiede Dandello. «Sto cercando di fare in modo che anche Rivoli si adegui, ma è sbagliato il principio adottato da Lazise: anche i non residenti devono avere la possibilità di registrare la targa dell’auto per entrare in Ztl senza doverla comunicare ogni volta». Linea, questa, seguita ad esempio da Bardolino. Spiega il comandnate della polizia locale di Lazise, Massimiliano Gianfriddo: «I non residenti possono far registrare la targa anche per periodi lunghi, fino a un anno, ma poi la comunicazione deve essere rinnovata, la signora Dandello non l’ha fatto. Il problema non è essere più permissivi, ma controllare i tanti casi di abuso dei contrassegni». Come nel 2011, Cristina Dandello si è rivolta all’avvocato Marco Ghirlanda per tutelare i diritti propri e della categoria. «La Cassazione», nota il legale, «ha più volte affermato nelle sentenze, l’ultima di quest’anno, il principio che non si può dare un ulteriore aggravio al disabile, che dovendo informarsi prima delle disposizioni in vigore in ciascun Comune si vede limitare la residua libertà di movimento e caricare di incombenze burocratiche. Quando impugnammo le sanzioni del 2011 sindaco e comandante di allora assicurarono che avrebbero modificato queste disposizioni, ma nulla è stato fatto nemmeno con la nuova amministrazione». Il braccio di ferro continua, portabandiera della richiesta di omogeneità della sul territorio nazionale. • K.F.

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